La sera dopo, ch'era quasi già buio, dopo aver aspettato inutilmente
che Iride scendesse dalla sua camera, Furio uscì di casa e andò a
sedersi davanti alla statua. Due ore prima, incontrandolo per la scala,
Iride gli aveva preso il mento fra il pollice e l'indice, e gli aveva
detto: — Come va, piccino? — E lui, sceso giù, sera scarmigliato i
capelli con tutt'e due le mani, in furia, così, non ne sapeva il perchè
nemmeno lui... per sfogo.
— Iride! — diceva egli alla statua con voce stanca, come sognando, ed
era già buio fitto; — io non posso più... ti voglio troppo bene; se
sapessi quel che provo qui! Io ti farei il servitore, guarda; andrei a
mettermi sotto i tuoi piedi, quando monti in carrozza. Se mi dicessero:
— Fatti tagliare un dito e Iride ti vuol bene, — io mi farei tagliare
il dito, e starei sempre accanto a te. Cara! con quei begli occhi
grandi, e i capelli biondi, e buona. — E poi dopo aver pensato un po':
— Che bella signora! Ti potessi sempre vedere, starei anche chiuso in
prigione. Ma tu andrai via, e qui non ci sarà più Iride. Oh Dio, e cosa
farò io, quando non ci sarà più Iride! Resterò solo! Ma io non posso
più adesso restar solo! Io non posso... Io muoio di malinconia, solo.
Oh no! non te ne andare, Iride! non mi lasciar solo! —
E quasi piangendo cingeva con tutt'e due le braccia il collo della
statua e le abbandonava il capo sulle spalle. All'improvviso si sentì
entrar due mani nei capelli e scorse qualcosa di bianco. Balzò in
piedi, indietreggiò, vide Iride seduta, mandò un gridò, cadde in
ginocchio, si sentì stretto intorno al collo.... — Iride! Iride! —
esclamò a voce bassa e concitata; — no, senti, per carità, non lo far
per burla, io sono un povero ragazzo, io non ho altri che te, io t'amo,
tu non lo sai, davvero, angelo, no, t'amo, per carità, Iride.... —
Si sentì tirar giù il capo sulle ginocchia di lei, la vide chinare il
viso, sentì un profumo, un alito caldo, le labbra. — Dio! — mormorò con
voce spenta; e Iride, il cielo, il lago, gli alberi ondeggiarono, si
confusero e sparvero, ed egli restò senza vita.