_S'io avessi, Dio me ne guardi, un milione! — Prina e la villa
Poniatowski._
Se io avessi un milione da profondere in una villeggiatura, sclamai
io lungo e disteso sul promontorio di San Remigio, abbracciando collo
sguardo l'ampia e multiforme scena, che di là scorgesi correre attorno,
qui io l'eleverei, certo che se per l'arte potrebbe avere molte rivali,
poche senza dubbio ne avrebbe per situazione.
Tuttavia, siccome mi pare che per ora almeno non sorgerà nulla per mio
conto su quel declivo, dopo d'aver passeggiato un'ora nella compagnia
variata dei miei pensieri, me ne andai a visitare la villa del principe
Poniatowski, a cinque minuti da Intra, sopra un gibboso declivo dei
monti, in una posizione che dopo l'accennata è senza dubbio fra le più
belle del lago.
La casa povera per architettura come in generale le ville verbanesi,
per quanto ricca di suppellettili e d'agi, è un nulla in confronto
della bellezza di un bosco di alte piante, al rezzo delle quali
s'asconde, è un nulla appetto della vista che vi si gode da tutti i
lati; meno il golfo delle Isole, s'ha davanti la più estesa parte del
lago. Dalla palazzina scendendo a riva verso la parte superiore del
lago si scoprono gli avanzi della villeggiatura Prina, sui quali è
basata in parte la villeggiatura Poniatowski; portici, terrazzi, scale
in istile del secolo passato. In un istante mi concorsero alla mente
le scene sanguinose del 1814 a Milano; Prina, Foscolo, il parroco di
S. Fedele, la plebaglia della piazza e gli assassini che dalle sale
dorate, dietro una persiana, miravano compiersi la loro opera. Mi
pareva di vedere Prina seduto in riva al lago guardare con terrore la
sponda lombarda, tentennando il capo quasi per dire: s'io non avessi
mai abbandonato questi pacifici recessi in seno alla natura ed agli
studii!....
Prina era uomo onesto e di mediocre ingegno; l'assassinio solo scrisse
con lettere di sangue il nome di lui nella storia.
La villeggiatura Poniatowski è una bella scena di Walter Scott.