Ferd. Denois, _Console generale di Francia_.—Cav. Gaetti Deangeli,

_Console generale di Sardegna_.—De Simoni, _Console generale dello

Stato Pontificio_.—Raymond, _Console Generale della Svizzera_.—Cambel,

_Vice–Console Inglese_.—Valerio, _Console del Belgio._

_A Sua Ecc. il Maresciallo Radetzky._

[37] Ma non ebbe tempo di appieno effettuare il suo disegno, chè

dopo conquistato dai nostri quell’infame covo di scellerati e di

scelleragini, ne furono trasportati ben cinque gran sacchi di carte,

fra le quali molte importantissime e segrete che recano manifesti

gl’iniqui e nefandi misterj della metternichiana Polizia. Di queste

carte noi produciamo il seguente motu proprio dell’ex Direttore, donde

appunto si vede come già da due mesi quel provvidissimo Magistrato

avesse preparato l’esilio de’ migliori nostri cittadini e il lutto

di tante famiglie. L’originale di questo documento conservasi presso

il benemerito Comitato di Sicurezza Pubblica, che ci permise di

pubblicarlo come allegato autentico nel nostro sunto storico.

Urgent. Milano 28, 1848.

_Agli I. R. Sig. Comis.ͥ Superiori dirigenti la Polizia nelle Provincie

Lombarde._

(eccetto Milano.)

(_riservato alla sola persona_)

_La invito Sig. Commis.º Sup.ͤ a voler compilare e trasmettermi colla

maggiore possibile Sollecitudine un Elenco delle persone domiciliate in

codesta provincia, contro le quali a seconda della maggiore o minore

loro pericolosità converrebbe, onde renderle inocue negli atuali

momenti di perturbazioni adottare al caso la misura dell’internamento

nelle provincie tedesche della Monarchia Austriaca, sia in via

forzosa, o sia mediante passaporto da rilasciarsi ai medesimi; non

che di quelle, alle quali Ella riputasse per ora sufficiente di fare

una conveniente avvertenza colla comminatoria d’un formale precetto

politico oppur anche della loro deportazione._

_Nell’accompagnare un tale Elenco Ella vorrà esporre succintamente

i motivi dai quali fosse consigliata l’una o l’altra delle misure

succennate._

_Le faccio obbligo di serbare sul tenore di questo riservatissimo

incarico il più scrupoloso segreto verso Chichesia_.

TORRESANI Mp.

[38] Nel nostro tempio di S. Carlo si celebrarono le sue pompe funebri

il giorno 15 di aprile, e dalla Gazzetta di Milano, prendiamo le

seguenti notizie in proposito:

Ammirabile e commovente funzione funebre celebravasi oggi nel maestoso

tempio di S. Carlo a suffragio dell’anima generosa e forte di Giuseppe

Broggi, che con tanto valore difese nelle prime due delle rinomate

_cinque giornate_ i punti più accanitamente attaccati dall’artiglieria

austriaca a Porta Nuova, a Porta Orientale, ed a S. Babila.

Quel prode che già militando per la Francia erasi battuto e distinto

sulle spiagge d’Africa, munito di quell’armi medesime, d’onde non

usciva colpo in fallo, distruggeva il nemico in modo da incuterli

spavento: ma una palla da cannone di rimbalzo lo stese sfracellato con

un colpo a terra, in mezzo a suoi fidi amici Rusca e Biffi che erangli

compagni alla vittoria. Così pure del suo eletto drappello erano di

conserva alla pugna Emilio Morosini, De Cristoforis, fratelli Biffi,

Attilio Mozzoni, Enrico Dandolo, Angelo Fava, Re, Carlo Mancini, Croff,

Negri ed altri.

Sulla porta del Tempio leggevasi questa bella iscrizione:

Ρ

Α Χ Ω

GRAN DIO DELLE CLEMENZE

SIA TU PROPIZIO

ALL’ANIMA DI =CARLO GIUSEPPE BROGGI=

GIA’ MILITE NELLE GALLICHE LEGIONI DELL’ALGERIA

COSTUMATO ARDITO FIORE D’ITALI PRODI

COLPITO IN MILANO DA BELLICO FERALE TORMENTO

MENTRE CROCESIGNATO DI =PIO= IL MAGNANIMO

DIFENDEVA IMPAVIDO IL PONTE DELLA CONCORDIA

SPEZZAVA DELLO INORGOGLITO NEMICO IL TEVTONICO GIOGO

CON BRAMOSÌA DI RINTVZZARLO TRA I GHIACCI DEL NORTE

VINDICE DELLA VILIPESA RAGIONE DE’ TRATTATI

DELLA RELIGIONE DELLA VMANITA’

MORÌ VITTIMA DELL’INDIPENDENZA ASSOLVTA D’ITALIA

IL XIX. MARZO M.DCCC.XLVIII DI ANNI XXXIII,

TRA IL COMPIANTO DE’ SVOI CONCITTADINI

CON ISMISVRATO PERPETVO DESIDERIO

DEI BRAVI COMMILITONI

In mezzo al tempio, tutt’addobbato a gramaglia e ricco di fiammeggianti

cerei, sorgeva la mole funebre, delineata a foggia militare, ideata

magnificamente dal pittore Firmini. Il piedestallo sorgente dalle

gradinate era tutt’intorno fregiato di uniti fucili, come n’era la

sommità del catafalco, nel di cui mezzo stava piantato il gran vessillo

tricolore, donato per tale scopo alla Chiesa. Armi e trofei congiunti

e ben distribuiti, d’invenzione del Frattini, e bandiere e vasi e

fiaccole ardenti lo corredavano con verdi cipressi ai lati, di tal

mirabile effetto che tutta l’anima n’era commossa. Scelta musica del

maestro Raj era da numerosi artisti eseguita, e tutto il Clero, e per

quanto riguarda la Chiesa gratuitamente prestatosi, avea secondato il

desiderio de’ molti amici del defunto che sostennero varie altre spese.

Una Deputazione del Governo provvisorio intervenne alla funzione,

ed il Comando militare con altri Dicasterj. Tutta la Guardia civica

d’infanteria e cavalleria vi si è recata ad onorar la memoria del prode

estinto; e numeroso stuolo di signore vestite a bruno vi concorsero pur

esse in mezzo a folla straordinaria per spargere una lagrima su quel

feretro.

Alla tomba fu letto un breve e interessante discorso che incominciava

colle seguenti parole:

«Fratelli!

«A forte e sentito dolore mal risponde la parola, e più eloquente

d’ogni parola sono i nostri volti composti a solenne mestizia. Fra

le nere gramaglie e i funebri riti, nel raccoglimento religioso

della preghiera siamo convenuti intorno una bara per rendere pietosa

testimonianza di affetto; e il cuor nostro palpita ancora delle

più vive emozioni. Noi pregammo la pace del Signore all’anima

benedetta di un martire delle cinque giornate, e qui ci accogliemmo

a spargere sul suo sepolcro un fiore, e una lagrima di memoria e

di riconoscenza.—Cittadini! questa terra che calchiamo è terra di

valorosi; quella tomba che pur ora baciammo nell’espansione dell’anima

racchiude una salma preziosa, la salma di Giuseppe Broggi abbracciata

strettamente in amplesso fraterno a quelle de’ prodi, che combattendo

da leoni morirono da eroi nelle nostre mille barricate, e inaugurarono

coi martiri di Palermo l’evo glorioso dell’italiano riscatto».

E finiva dicendo:

«Salve o salve, anima grande; tu volasti all’amplesso di Dio colla fede

più viva, che il tuo sacrifizio avrebbe fruttato la nostra vittoria, la

tua morte la nostra redenzione. Quivi ove rotti furono violentemente i

ceppi del terreno tuo carcere, scorgerà fra breve una pietra, su cui

leggeremo scolpito il tuo nome. Il tempo logorerà la pietra ed il nome;

ma esso surviverà perenne nelle nostre gloriose tradizioni, nelle prime

due pagine della storia delle cinque giornate, nel nostro e nel cuore

conoscente del popolo italiano».

[39] A chiunque non ha assistito alla nostra gloriosa rivoluzione non

sembreranno inutili certi casi così strani, che molte volte nei momenti

del massimo furore ci spingeva contro nostra voglia a ridere.

[40] _Gazzetta di Milano_ del giorno 8 aprile.

[41] Vedi _Racconti di 200 e più testimoni oculari_.—L’autore delle

lettere _Infamie e crudeltà degli Austriaci_, narra questo fatto più in

disteso e con qualche diversità. Ciò rimetto al giudizio di chi legge e

più di chi ne fu testimonio.

[42] COMITATO DI VIGILANZA ALLA SICUREZZA PERSONALE

_Casa Taverna; Contrada de’ Bigli_

Presidente, Dott. ANGELO FAVA.

_Membri_, Dott. ANDREA LISSONI.—Avv. AGOSTINO SOPRANSI.—Avv. PIER

AMBROGIO CURTI.—FRANCESCO CARCANO.—Segretario ANCONA LUIGI.—Aggiunto,

CESARE VIVIANI.—_Capitano della Guardia del Comitato_, MANZONI LUIGI.

COMITATO DI FINANZA

_Casa Taverna_

_Membri_, ALESSANDRO LITTA MODIGNANI.—GAETANO TACCIOLI.—CESARE CLERICI.

COMITATO DI GUERRA

C. CATTANEO.—CERNUSCHI.—TERZAGHI.—CLERICI.

COMITATO DI DIFESA

_Casa Vidiserti, Contrada del Monte; 1263 C._

_Direttore in Capo_, RICCARDO CERONI.

_Comandante, Organizzat. della Guardia Civ_., ANTONIO LISSONI.

_Comandante di tutte le forze attive_, A. ANFOSSI.

_Direttore di tutti i punti di difesa_, A. CARNEVALI.

_Direttore delle ronde, delle pattuglie e dei Corpi di Guardia_, LUIGI

TORELLI.

_Segretarj_, G. ALESSANDRO BIAGGI.—LUIGI NARDUCCI.

COMITATO DELLA SUSSISTENZA

_Casa Pezzoli, Corsia del Giardino._

NEGRI LUIGI.—FERRANTI EUGENIO.—LUGO FERDINANDO.—LAMPATO

FRANCESCO.—BESEVI EMILIO.—BESOZZI ANTONIO.—MOLOSSI PIETRO.

[43] Fra le case incendiate in città fu quella del _Caffè della

Campagna_, situato di contro al dazio, dove restarono morti varj Croati

ed un ussaro col suo cavallo, ivi appiattati mentre aprivasi una via

di salvezza al numeroso vicinato da cui era sgraziatamente abitata; la

nuova casa dell’_Osteria della Stella_, situata a capo del borgo di

questo nome; ed altre fuori della porta, tra le quali si annoverano

il _Caffè Gnocchi_, del quale incendio narrerò la storia genuina,

l’_Osteria dell’Asse_, il nuovo caseggiato dell’_Osteria dell’Angelo_,

la casa vicina all’_Osteria del Leone_, ed altri fabbricati alla

stazione della strada ferrata.

[44] Venni assicurato che ai primi colpi dei nostri piccoli cannoni,

una staffetta ne recasse precipitosamente la notizia al vecchio

condottiero d’armate che se ne stava ritirato in castello, il quale

sbalordito esclamò: _I birbanti hanno anche i cannoni!! Siamo

perduti!!!_

[45] Vedi il nome di alcuni dei più distinti descritti nella nota a

pag. 176.

[46] Essendosi poi questo vessillo rivolto sulla corona della Madonna

e lacerato dal vento, Dunant ne fece sostituire un altro di minore

dimensione, fissato sopra cordaggio uso marina, come vedesi tutt’oggi.

[47] _Il 22 Marzo_, Gazzetta Officiale N. 1.

[48] I nomi di quegli infelici che furono condotti in ostaggio dagli

Austriaci nella loro fuga sono:

_De Herra_, figlio del consigliere, direttore del Liceo.—_Brambilla

Agostino_, d’Inzago.—_Peloso_, dottore.—_Obicino Enrico_,

possidente.—_Fortis Guglielmo_, negoziante.—_Belgiojoso_ conte

_Giuseppe_, assessore municipale.—_Manzoni Filippo_, figlio del poeta

_Alessandro_.—_Porro_ marchese _Giberto_ e fratello _Giulio_, figli del

marchese _Luigi_.—_Porro_ nobile Carlo, figlio del presidente della

Congregazione Centrale.—_Crespi Carlo_, ragioniere.—_Mascazzini_,

dottore.—_De Capitani_.—_Manzoli_ nobile _Giulio_, impiegato

municipale.—_Durini_ conte _Ercole_.—_Appiani_, ingegnere.—_Bellati_,

delegato provinciale.—_Giani_, impiegato municipale.

[49] Questo degno Sacerdote è meritevole di miglior sorte per il suo

zelo e santo amor di patria: stato perciò non troppo beneviso dal

cessato governo Austriaco.

[50] Vedi documento n.º XX.

[51] Dalla _Gazzetta Officiale_ il 22 Marzo, pag. 15.

[52] Dovevano per titolo di merito istorico ristamparsi in questa

Cronaca, come anteriori agl’inni seguenti, i _Cantici del Riscatto

Lombardo_ del Prof. Dott. Samuele Biava, che primi diventarono popolari

per mezzo di musica corale: ma essendo parecchi si pubblicheranno tra

poco in una appendice a questo volume. L’EDITORE.

[53] Feld–Maresciallo.

[54] Il testo tedesco diceva _Hundsfott_.

[55] Traduzione letterale.

[56] Qui segue una parola inintelligibile.

[57] _Cantù Ignazio_. Gli ultimi Cinque Giorni degli Austriaci in

Milano.

_Osio Carlo_, Alcuni fatti delle gloriose cinque giornate.

Racconti di 200 e più testimoni oculari dei fatti delle gloriose cinque

giornate.

Narrazioni dei maravigliosi successi accaduti durante la memorabile

lotta sostenuta dai Lombardi nei cinque giorni di marzo 1848.

_G. B._ La presa di Porta Tosa, così detta Porta Vittoria, e le vicende

della casa detta della Birreria sul bastione, o le prodezze dei

Lombardi nelle cinque memorabili giornate del marzo 1848.

_Ceruti Domenico_. I cinque giorni di marzo, Lettera al suo amico e

concittadino Angelo Guangiroli.

_G. L. B_. Infamie e crudeltà Austriache; valore e generosità dei

Lombardi nel marzo 1848 (si sono pubblicate 4 lettere).

Bollettino Storico della rivoluzione di Milano di marzo 1848, compilato

giornalmente da un cittadino abitante sul Corso di Porta Romana.

Due Parole di Osservazione sul Bollettino storico della rivoluzione di

Milano di marzo 1848 ecc., scritte da un altro cittadino pure di Porta

Romana.

_Baracchi Francesco_. Le gloriose cinque giornate dei Milanesi.

_Bianconi Antonio_. Origine, progresso e fine della rivoluzione di

Milano.

Relazione epistolare delle cose memorande avvenute in Milano nei giorni

18, 19, 20, 21, 22 e 23 del mese di marzo l’anno 1848.

_Coppi_. Della dominazione Austriaca in Milano dal 1814 a tutta la

rivoluzione dei Milanesi incominciata col giorno 18 marzo 1848 e

terminata nel 23 dello stesso mese ed anno.

Veridica descrizione delle più lacrimevoli turpitudini, scelleratezze

ed assassinj infamemente e vilmente commesse dalle brutali e barbare

orde Austriache nella città e dintorni di Milano nei giorni della

rivoluzione del corrente marzo; desunte ed autenticate da fonti

testimoniali e personali (fino ad ora si è pubblicato un solo foglio di

12 pagine).

Le cinque gloriose giornate della rivoluzione Milanese, descritte da

un Medico, che vi fu testimonio e parte, con un’Appendice relativa ai

giorni 23 e 24 marzo; ed infine il Canto di Guerra degl’Italiani.

_Bertolotti F_. Relazione storica del dominio de’ Tedeschi in Milano

dal 1814 sino alla rivoluzione di Marzo 1848, operata dai Milanesi,

e sfratto delle truppe Austriache dalla Lombardia. Poema in quattro

canti. Milano, 1848.

_Labadini_. Poche parole scritte e declamate nel giorno 6 aprile

1848 nella Piazza del Duomo di Milano sul feretro dei prodi fratelli

Lombardi morti per la patria nelle cinque gloriose giornate del marzo

1848.

_Bonatti Gaetano_. Le barricate di Milano.—Quest’importante lavoro

artistico che ci ricorda i mezzi di nostra salvezza nelle gloriose

cinque giornate, viene pubblicato a fascicoli di quattro tavole

ciascuno, con brevi descrizioni. Il merito dell’incisore Gaetano

Bonatti è bastantemente conosciuto per ogni dove perchè io abbia a

parlarne in questo luogo. Assistito da valenti artisti il Bonatti si

è assunto a questa bell’impresa, l’unica nel suo genere, che perciò

la raccomando caldamente a tutti, onde ciascuno possa conservare pei

nipoti una prova del nostro ingegno, non disgiunto dal valore in questo

memorabile avvenimento.

Cronaca della rivoluzione di Milano · 第 20 / 20 段