PASSATO

.... Il salotto è abbandonato, deserto. Dalla finestra aperta il

plenilunio piove raggi nel buio come in una tomba violata; le cose

tutte paiono dormire il sonno eterno nell’ombra densa intorno alle

pareti, e rivivere in sogno nell’irradiazione spettrale di quel

rettangolo di luce. Nei vasi, nelle anfore, nelle coppe, appassiscono

tristi e foschi i crisantemi; dall’arpa alta, dorata, pendono rotte

due corde, sul tavolino la fotografia è rovesciata come la pietra

d’un altare distrutto da mano sacrilega; il volumetto di versi

trascina lacerato a brani; la cestellina da lavoro è chiusa, negletta;

sull’ultima pagina del libriccino di appunti, un altro verso di De

Musset, vergato con calligrafia femminile:

.... «Elle songe une année a qui lui pense un jour.»

Sulla tela del cavalletto scende un velo di crespo; sul divano largo,

di damasco, un fazzoletto di trina intriso di lagrime; sulla scrivanìa,

accanto ai pètali fossilizzati d’una rosa thea, in un foglietto bianco,

una sola parola:

«Addio.»

Il libro dei miraggi · 第 18 / 35 题