VIII.

Ma una tacita promessa di nozze fu data molti giorni dopo, in ottobre,

nella prima natività dell'olio d'oliva e nell'ultima migrazione delle

rondini. Con licenza di Donna Cristina, un lunedì Zacchiele condusse

Anna alla fattoria dei Colli, dov'era il frantoio. Uscirono da

Portasale, a piedi, e presero la via Salaria, volgendo le spalle al

fiume. Dal giorno della favola di Galeana e di Mainetto, essi provavano

l'un verso l'altra una specie di trepidazione, un misto di temenza,

vergogna e rispetto. Avevano perduta quella bella familiarità d'una

volta; parlavano poco insieme e sempre con un tal riserbo esitante,

senza mai guardarsi nel volto, con incerti sorrisi, confondendosi talora

per una subitanea espansion di rossore, indugiando così in questi timidi

bamboleggiamenti d'innocenza.

Camminarono in silenzio, da prima, ciascuno seguendo lo stretto sentiero

asciutto che i passi dei viandanti avevano praticato su i due margini

della via; e li divideva il mezzo della via fangoso e segnato di solchi

profondi dalle ruote dei veicoli. Una libera gioia vendemmiale occupava

le campagne: i canti del mosto per la pianura si avvicendavano.

Zacchiele si teneva un poco in dietro, rompendo a tratti a tratti il

silenzio con qualche parola su la temperie, su le vigne, su la raccolta

delle olive. Anna guardava curiosa tutti i cespugli rosseggianti di

bacche, i campi lavorati, le acque dei fossi; e a poco a poco le nasceva

nell'animo una letizia vaga, quale di chi dopo lungo tempo sia dilettato

da sensazioni già innanzi conosciute. Come il cammino prese a volgere su

pe 'l declivio tra i ricchi oliveti di Cardirusso, chiaramente le sorse

nell'animo il ricordo di Sant'Apollinare e dell'asino e del custode

delli armenti. Ed ella sentì quasi rifluirsi al cuore tutto il sangue,

d'improvviso. Avvenne allora in lei un fenomeno. Quell'episodio obliato

della sua giovinezza le si coordinò nella memoria con una perspicuità

meravigliosa; l'imagine dei luoghi le si formò dinanzi; e nella scena

illusoria ella rivide l'uomo dal labbro leporino, ne riudì la voce,

provando un turbamento nuovo senza sapere perchè.

La fattoria si avvicinava; fra li alberi soffiava il vento facendo

cadere le ulive mature; una zona di mare sereno si scopriva

dall'altitudine. Zacchiele s'era messo a fianco della donna e la

guardava di tratto in tratto con una pia supplicazione di tenerezza. --

A che pensava ella dunque? -- Anna si volse, con un'aria quasi di

sbigottimento, come fosse stata colta in fallo. -- A niente pensava. --

Giunsero al frantoio, dove i coloni macinavano la prima raccolta delle

olive cadute precocemente dall'albero. La stanza delle macine era bassa

e oscura; dalla vôlta luccicante di salnitro pendevano lucerne di ottone

e fumigavano; un giumento bendato girava una mola gigantesca, con passo

regolare; e i coloni, vestiti di certe lunghe tuniche simili a sacchi,

nudi le gambe e le braccia, muscolosi, oleosi, versavano il liquido

nelle giare, nelle conche, nelli orci.

Anna si mise a considerare l'opera, attentamente; e, come Zacchiele

impartiva ordini ai faticatori, e girava tra le macine, osservando la

qualità delle olive con una grave sicurezza di giudice, ella sentì per

lui in quel momento crescere l'ammirazione. Poi, come Zacchiele dinanzi

a lei prese un gran boccale colmo e versando nell'orcio quell'olio

purissimo e luminoso nominò la grazia di Dio, ella si fece il segno

della croce, tutta compresa di venerazione per l'opulenza della terra.

Venivano intanto su la porta le due femmine della fattoria; e ciascuna

teneva contro il seno un poppante, e si traeva un bel grappolo di

figliuoli dietro le gonne. Si misero a conversare placidamente; e,

poichè Anna tentava accarezzare i fanciulli, ciascuna si compiaceva

della propria fecondità, e con una ridente onestà di parole ragionava

dei parti. La prima aveva avuti sette figliuoli; la seconda undici. --

Era la volontà di Gesù Cristo; e per la campagna poi ci volevano

braccia. Allora la conversazione volse in materie familiari. Albarosa,

una delle madri, fece molte domande ad Anna. -- Ella non aveva avuto mai

figliuoli? -- Anna, nel rispondere che non s'era maritata, provò per la

prima volta una specie di umiliazione e di rammarico, dinanzi a quella

possente e casta maternità. Poi, cambiando il discorso, ella tese la

mano sul più vicino dei bimbi. Li altri guardavano con li occhi ampi che

pareva avessero assunto un limpido color vegetale dallo spettacolo

continuo delle cose verdi. L'odore delle olive infrante si spandeva

nell'aria, ed entrava nelle fauci ad eccitare il palato. I gruppi dei

faticatori apparivano e sparivano sotto il rossore delle lucerne.

Zacchiele, che fino a quel momento aveva invigilato su la misura

dell'olio, si accostò alle donne. Albarosa lo accolse con un volto

festevole. -- Quanto voleva aspettare Don Zacchiele a prender moglie? --

Zacchiele sorrise con un po' di confusione, a quella domanda; e diede

un'occhiata sfuggente ad Anna che accarezzava ancora il bimbo selvatico

e fingeva di non avere inteso. Albarosa, per una benevola arguzia

contadinesca, riunendo visibilmente con l'ammiccar delli occhi bovini il

capo di Anna e quello di Zacchiele, seguitò le incitazioni. -- Erano una

coppia benedetta da Dio. Che aspettavano? -- I coloni, avendo sospesa

l'opera per attendere al pasto, facevano in torno cerchia. E la coppia,

anche più confusa per quella testimonianza, restava muta in

un'attitudine tra di sorriso tremulo e di pudica modestia. Qualcuno dei

giovini fra i testimoni, esilarato dalla faccia amorosamente compunta di

Don Zacchiele, sospingeva con urti di gomito i compagni. Il giumento

nitrì, per fame.

Fu apprestato il pasto. Un'attività diligente invase la gran famiglia

rustica. Su lo spiazzo, all'aperto, tra li olivi pacifici e in conspetto

del sottostante mare, li uomini sedevano alla mensa. I piatti dei legumi

conditi d'olio novello fumavano; il vino scintillava nelle semplici

forme liturgiche dei vasi; e il cibo frugale dispariva rapidamente entro

li stomachi dei faticatori.

Anna ora si sentiva come assalire da un tumulto di giubilo, e si sentiva

d'un tratto quasi legata da una specie di dimestichezza amichevole con

le due donne. Queste la condussero nell'interno della casa, dove le

stanze erano larghe e luminose benchè antichissime: su le pareti le

imagini sacre si alternavano con le palme pasquali; provvigioni di carni

suine pendevano dai soffitti, i talami dal pavimento si elevavano ampi

ed altissimi con a canto le culle; da tutto emanava la serenità della

concordia familiare. Anna, considerando quell'ordine, sorrideva

timidamente a una dolcezza interiore; e in un punto fu presa da una

strana commozione, quasi che tutte le sue latenti virtù di madre

casalinga e i suoi istinti di allevatrice fremessero e insorgessero

d'improvviso.

Quando le donne ridiscesero su lo spiazzo, li uomini stavano ancora in

torno alla tavola; Zacchiele parlava con loro. Albarosa prese un piccolo

pane di frumento, lo divise nel mezzo, lo consperse d'olio e di sale, e

l'offerì ad Anna. L'olio novello, allora allora gemuto dal frutto,

spandeva nella bocca un saporoso aroma asprino; ed Anna allettata mangiò

tutto il pane. Bevve anche vino. Poi, come il vespro cadeva, ella e

Zacchiele ripresero il cammino del declivio.

Dietro di loro i coloni cantarono. Molti altri canti sorsero dalla

campagna, e si dispiegarono nella sera con la piana larghezza di un

salmo gregoriano. Il vento soffiava fra li oliveti più umido; un

chiarore moriente tra roseo e violaceo indugiava effuso pe 'l cielo.

Anna camminò innanzi, con passo celere, rasente i tronchi. Zacchiele la

seguì, pensando alle parole ch'egli voleva dire. Ambedue, da poi che si

sentivano soli, provavano una trepidazione infantile, quasi un timore. A

un punto Zacchiele chiamò la donna per nome; ed ella si volse umile e

palpitante. -- Che voleva? -- Zacchiele non disse più altro; fece due

passi, giunse al fianco di lei. E così continuarono il cammino, in

silenzio, finchè la via Salaria non li divise. Come nell'andare, essi

presero ciascuno il sentiero del margine, a destra e a manca. E

rientrarono a Portasale.

San Pantaleone · 第 18 / 64 题