[39] POLYB., 2, 13, 7; 3, 27, 9 dà il testo della clausola capitale del
trattato: μὴ διαβαίνειν Καρχηδονίους ἐπὶ πολέμῳ τὸν Ἴβηρα ποταμόν. Si
tratta, dunque, come gli storici non hanno avvertito, di un accordo,
con il quale Cartagine accettava una limitazione delle sue armi,
impegnandosi a non mandare truppe oltre l’Ebro, per nessuna ragione; e
non già di una delimitazione delle due reciproche sfere d’influenza.
Come Polibio stesso osserva, i Romani, con questo trattato, non
riconoscevano punto la Spagna al di là dell’Ebro quale territorio
cartaginese (2, 13, 7).
[40] Cfr. POLYB., 2, 24: uno dei capitoli più importanti di tutta
l’opera del grande storico.
[41] Queste, come le cifre precedenti e seguenti, risalgono a
un’epigrafe dettata dallo stesso Annibale in memoria delle sue gesta
italiche, a Lacinium, che lo storico Polibio conobbe e seguì nella sua
grande opera (3, 56). Non abbiamo accolto i dubbi della moderna critica
tedesca sulla presunta esagerazione di queste perdite, sia perchè
Annibale ci pare fosse in grado di sapere quanti soldati aveva perduti
meglio dei professori moderni; sia perchè la storia militare ci avverte
come, in parecchie grandi campagne, antiche e moderne, le perdite
che gli eserciti hanno subite per via dell’inclemenza delle stagioni,
sono state più gravi di quelle toccate nelle vere e proprie battaglie
campali.
[42] Il nome tradizionale dello scontro, è quello di _battaglia del
Ticino_; ma il luogo preciso ove avvenne la battaglia è incerto.
[43] Molto hanno discusso gli eruditi per ritrovar dove fossero queste
famose paludi; e con tanto maggiore accanimento, perchè Polibio e
Livio non solo si contradicono tra di loro su questo punto, ma sono
ambedue oscuri e imprecisi. Senonchè per sciogliere i dubbi non c’è
che un mezzo: tener conto della ragione militare. Annibale non può
aver imposto al suo esercito la fatica di marciare per parecchi giorni
nelle paludi con l’acqua a mezza gamba, se non per evitare un ostacolo
che gli sbarrava la strada. Ora dalla battaglia delle Trebbia sino
alla battaglia del Trasimeno il solo ostacolo serio che egli doveva
incontrare, era Arezzo, dove Flaminio l’aspettava. Noi sappiamo d’altra
parte che Annibale eluse Flaminio, sbucandogli all’improvviso alle
spalle, tanto che Flaminio fu costretto a rivoltare il fronte del suo
esercito e inseguirlo nella direzione del Trasimeno. È dunque chiaro
che Annibale ha gettato il suo esercito nelle paludi, per aggirare la
posizione di Arezzo, costringere Flaminio ad uscire in campo aperto,
invece di assalirlo nella posizione fortificata.
[44] La più sicura biografia politica di Fabio Massimo è contenuta in
un’epigrafe, dettata in sua memoria e in suo onore; CIL, I, p. 288, n.
XXIX.
[45] La nostra descrizione della battaglia di Canne deriva
principalmente dal racconto di POLIBIO, 3, 110 sgg.
[46] Il testo del trattato è contenuto in POLIBIO, 7, 9.
[47] Fonte principale della descrizione della battaglia di Zama è al
solito POLIBIO, 15, 9-14.