[13] La cronologia del trattato è definita dai nomi dei consoli (L.
Giunio Bruto e M. Orazio) dell’anno, che POLIBIO lesse nel trattato
medesimo, e non v’è un solo argomento che possa far dubitare della
sua autenticità. Questo documento s’ingrana perfettamente nella storia
primitiva di Cartagine e di Roma repubblicana. Polibio inoltre lo cita
per visione diretta del testo originale che dovette faticosamente
interpretare; ed in questa esposizione dei rapporti diplomatici
romano-cartaginese, egli è troppo preciso e circostanziato, perchè
si abbia a dubitare di errore alcuno. Tuttavia i critici tedeschi
contemporanei, e al loro seguito taluno dei più recenti studiosi
italiani di storia antica hanno dubitato del documento e della sua
cronologia; altro esempio di quella mania di revocare in dubbio,
a furia di argomentazioni logiche, i fatti meglio accertati, che è
propria di tanta parte nella critica storica tedesca o tedeschizzante
dell’Europa contemporanea. Cfr. le assennate osservazioni di A. PIRRO,
_Il primo trattato fra Roma e Cartagine_ (in _Annali della R. Scuola
normale superiore di Pisa_, 1892).
[14] DIONYS. HAL., 6, 95.
[15] Che l’elezione dei tribuni della plebe spettasse in origine ai
comizi curiati è esplicitamente e indubbiamente affermato da CIC., _Pro
Corn._, fr. 24, ed.; DIONYS. HAL., 6, 89; 9, 41.
[16] Cfr. DIONYS. HAL., 9, 41.