L'ÈRA NUOVA

È un giorno come un altro il dì che chiude un secolo e ne apre uno

nuovo?[33] Si deve, quel dì, inalzare al sole, al vecchio e giovane dio

di nostra gente, un inno più fervido e più alto?

Sol di vita che con il fiammeo carro

porti e celi il giorno, che sempre un altro e

sempre quello sei, non veder di Roma

nulla più grande!

Ecco: per ripetere o rinnovare quell'inno, bisognerebbe aspettare la

fine non solo d'un secolo, ma d'un _anno mondano_, dopo la quale è la

_palingenesia_; dopo la quale

Torna la Vergine già, il buon tempo è già di Saturno:

genere d'uomini nuovo dai ceruli culmini scende;

con la quale

Fede e Pace, Onore e Costume antico ed

osa la negletta Virtù tornare e

già si mostra l'universal Ricchezza

piena di doni.

È da aspettarsi col nuovo secolo questo rinascimento? la giustizia e

la pace, la bontà e la ricchezza? Nessuna Sibilla ha parlato. Oppure

ella scrisse in foglie di palme il suo vaticinio, e le pose in ordine;

ma il vento le confuse e portò via. Chi potrà _iungere carmina_ più?

Non io, nè altri; e tanto io quanto altri, nel cercare di indurre da

idee e fatti del secolo che muore, un preconio del secolo che nasce,

sembreremo leggere l'una dopo l'altra le foglie d'un vaticinio disperso

dal vento. Su questa si legge _pace_, su quella _guerra_, su un'altra

_amore_, su un'altra _lotta_; ancora, _scienza_, ancora, _fede_. Che

sarà? Noi sappiamo che avremo dei _ludi secolari_, più grandiosi di

quelli che celebrò Augusto e che cantò Orazio; avremo a Parigi (nella

Roma nuova?) la festa del lavoro universale. E prima della fine del

secolo avremo, convocata dal Cesare Russo (dall'Augusto nuovo?), la

conferenza sul disarmo. Il secolo muore bene, il secolo nasce bene:

Fede e Pace, Onore e Costume antico ed

osa la negletta Virtù tornare e

già si mostra l'universal Ricchezza

piena di doni.

Oh! gli uomini si guardano attorno, cercando l'Orazio migliore che

canti l'Augusto più benefico e la Roma più magnifica... E questo

poeta non osa ancora, forse, staccare la cetra dal chiodo, e siede

in disparte e crolla il capo glorioso e mormora: Non forse il mio

inno, lento e sublime, sarà interrotto da ululati d'odio? Non forse

il sacro tintinno delle corde sarà concluso da rombi di cannone? E il

poeta continua a meditare: Canterò il trionfo della fede antica? Ma se

ella in tanti secoli non è riuscita a distruggere il lievito cattivo

per il quale sono ora temute a un tempo guerre coloniali, nazionali

ed etniche; di che ha ella trionfato? Canterò il vanto della scienza

nuova? Ma se ella, con altri suoi mirabili e benefici ritrovati, ha

pur fabbricato i battelli aerei, per cui deve piovere la distruzione

dal cielo, e i battelli sottomarini, per cui dal fondo del mare la

distruzione ha da erompere, di che, di che mai ella può vantarsi?

Miei Pensieri di varia Umanità · 第 45 / 93 题