Egli aveva detto: Uomini, felice la greggia che giace placidamente al
lume della luna! Essa non sa la sua miseria, non sa di dover morire.
Voi sì lo sapete, o mortali.
Egli aveva detto: «Laddove tutti gli altri animali muoiono senza timore
alcuno, la quiete e la sicurtà dell'animo sono escluse in perpetuo
dall'ultima ora dell'uomo».
Ora egli dice:
Il solo progresso umano possibile sta nel procedere della conoscenza
del vostro destino.
È l'orrore avanti la natura che vi minaccia continuamente, e ciecamente
vi affligge e stermina, che deve essere base, _radice_, della giustizia
e della pietà. E quest'orrore bisogna che non lo vinciate dando retta
ad ingannevoli promesse; voi lo dovete provare intero e assoluto.
Progredire la società umana non può che verso la verità, e la verità è
questa: la morte. Avanti dunque verso la morte!
Ma voi volete arretrare.
E io vi dico che dovete avanzare, dovete gettare le illusioni,
dovete acquistare la coscienza della vostra piccolezza, della vostra
solitudine, della vostra miseria, del vostro essere fortuito ed
effimero.
Perchè da cotesta coscienza verrà in voi lo appaciamento degli odi e
delle ire fraterne, _ancor più gravi_ d'ogni altro danno; verrà il vero
amore che vi farà finalmente abbracciare tra voi, porgendo _valida e
pronta ed aspettando aita negli alterni perigli e nelle angoscie della
guerra comune_.
Da cotesta coscienza verrà insomma la bontà, come dal deserto di lava e
di cenere spunta l'odorato fiore.