E il torto lo avete tutto voi altri.

ATINIA

Uominacci!

ANNIA

Scellerati! Prepotenti!

PLAUTO

Ih, che vespaio! Avete ragione; la calda e la fredda; va bene così? Ma

bada, Annia Luscina; nella foga del dire, t'è sfuggito un lembo della

rica, e mostri un polso, che non è da gramaglia.

(accennando uno splendido braccialetto

d'oro che porta Annia Luscina)

Ma che vedo?

(scoprendo una stola intessuta di porpora,

e man mano tutti i capi d'un vestimento

sfoggiato)

Che splendidezza? Tu sei più in fronzoli che non fosse Giunone,

quando scese sul monte Ida a far perdere la tramontana al marito. Ah,

erano queste le vostre gramaglie? Queste le vesti da supplicanti? E

poichè tutte siete imbacuccate ad un modo, io mi penso che tutte,

levata la prima scorza....

(Volusia gli si scopre, elegantemente

vestita)

Anche tu fanciulla?

(Marzia Atinia fa lo stesso)

Anche tu! Ma gli è proprio un trionfo di donne! E m'immagino che tu

pure, o nobile Claudia....

CLAUDIA

(scoprendosi a mezzo)

Un po' meno, un po' meno, come s'addice ad una vecchia matrona.

PLAUTO

Di bene in meglio! E Licinia del pari?

(Licinia si schermisce, stringendosi nella

rica; ma Plauto la scopre tanto da vedere

il vestimento elegante di lei)

In verità, la bellezza ci guadagna, e Catone sarà ben duro di petto,

se resisterà a questi colpi. Ma, ora che ci penso.... E se la legge

non è abrogata?

ANNIA

Te l'ho detto; di questo passo ci si ritira sul monte Sacro.

PLAUTO

Con que' socchi leggiadri? Eh via!

(accennando la calzatura di Annia Luscina)

FULVIA

(che non si sarà mossa dal suo posto)

Ecco, ha finito! Vittoria! Scende dal suggesto tra gli applausi

universali.

FUNDANIO

(di dentro)

Or dunque, ai voti!

_Banditore_

(di dentro)

Quiriti, al ponte dei suffragii. Venga innanzi la prima centuria!

PLAUTO

(affacciandosi dall'intercolonnio)

Ah, ah! come si vota quest'oggi! ridendo. Il ponte dei suffragi è

pigliato d'assalto. Qua la tavoletta, distributore, e via! Eccola già

nella cesta. Si finirà presto, così! E qui sotto, vedete i personaggi

più gravi, che parevano i più caldi partigiani della legge, come

circondano Valerio! Vedi, eh, Fulvia, come gli stringono la mano,

congratulandosi con lui! Perfino Cornelio Cetego! E Sempronio Gracco!

Gli è tutto dire! Povera legge Oppia, ti vedo brutta!

ANNIA

Nacque, visse, morì.

PLAUTO

Breve compendio di più lunga vita. Ma zitto! la prima centuria ha

votato. Aspettate; contano. Ah, non c'è nemmanco da farne due mucchi!

VOLUSIA

Vanno tutti da una banda, i voti!

PLAUTO

Segno che son tutti contrari.

MARZIA

Che gli Dei sperdano l'augurio.

_Il Banditore_

(di dentro)

I voti della prima centuria, son tutti per la cassagion della legge.

(applausi)

PLAUTO

Ah, non c'è' più timore. Ciò che la prima fa, le altre fanno. Ecco,

infatti; Catone si ravvolge nella toga e s'alza dalla sedia curule....

Viene a questa volta. Guai, a voi, troppo ornate matrone!

ANNIA

Sì, venga; lo accoglieremo come va.

LICINIA

(a Claudia)

Io mi tiro in disparte.

SCENA VIII.

CATONE, _seguìto da_ ERENNIO, _con altri Littori e Detti_.

CATONE

(Rientra in scena, colla toga stretta ai fianchi, con piglio

iracondo, borbottando alcune frasi sconnesse fra i denti. Vede

le donne in vesti sfoggiate e rimane stupefatto a guardarle.

Claudia Valeria sostiene con dignità il suo sguardo; Annia

Luscina, più vivace, gli fa una mezza riverenza, a cui egli

risponde con un ghigno ironico e quindi fa l'atto di tornarsene

indietro seccato. Ma in quel mentre gli vien veduta Licinia, che

vorrebbe starsi nascosta. S'avanza a lei, la trae fuori del

crocchio, e meravigliato di vederla tutta ravvolta nella rica,

le scioglie i lembi del velo. Licinia appare come le altre,

nobilmente vestita, sebbene non così sfarzosamente. Egli dà un

balzo indietro, tra per stupore e per rabbia).

Ma la è una ribellione universale! La follia s'è impadronita dunque di

Roma? Sta bene! Due donne consolari!

(volgendosi poscia a Marzia Atinia ed Annia

Luscina)

E due mogli di pretori.... dei primi magistrati della città, dopo i

consoli!... La sedizione, il disprezzo delle leggi, il mal esempio,

hanno tolto le nostre case a baluardo, donde potessero più sicuramente

rovesciarsi sul popolo!

(Claudia gli risponde con un gesto severo)

A te, nobile Claudia, non dirò altro.... sebbene, come Console rimasto

in città e depositario del comando supremo, potrei....

_Il Banditore_

(di dentro)

Le centurie hanno votato. Marco Fundanio e Lucio Valerio tribuni, la

vostra dimanda ha il consenso del popolo.

FUNDANIO

(di dentro)

Ciò che il popolo ha statuito, abbia forza di legge. Quiriti, la legge

Oppia è cassata.

_Voci_

(di dentro)

Viva Marco Fundanio! Viva Lucio Valerio! Viva!

CLAUDIA

Vedi? non potresti più nulla. La legge Oppia è sepolta.

CATONE

E sia, col piacer degli Dei! Ma son marito.... e questa donna.... oh,

avremo a dircela insieme. In casa mia non è abrogata la legge.

ERENNIO

Undicesima Tavola; i suffragi del popolo decidono; ciò che il popolo

ha statuito....

CATONE

(stizzito)

Eh, va in tua malora, tu e tutte le dodici....

ERENNIO

(scandolezzato)

Oh!

CATONE

Me la facevi dir grossa! Usciere di tribunale! Repertorio ambulante di

leggi!... Una dovevi trovarmene, una sola, da metter fine a questo

sconcio baccanale.

(le donne offese si ritraggono in disparte)

PLAUTO

(mettendosi in mezzo)

Càlmati, via! È dinanzi a te il fiore delle matrone romane.

CATONE

Ah, sì, gli è vero! Fiore velenoso, ma fiore! Ma già ve lo annunzio, o

nobili matrone, che ridete della sconfitta del Console; uscito appena

di magistrato, domanderò la censura. Ho fede di ottenerla, perchè dirò

ai miei concittadini: «la repubblica è inferma; volete voi un medico

che la risani, curando le sue membra col ferro e col fuoco? Eleggetemi

censore». E mi vedrete all'opera. Vi prometto una legge, più rigida

della legge Oppia a gran pezza.

FULVIA

(avvicinandosi)

Che durerà ancor meno di questa.

CATONE

Ah, sei tu? sei tu, che hai stregato Valerio? Quel Valerio! Una perla!

(Valerio apparisce dal fondo)

Ma almeno tu non hai profittato della abrogazione; sei vestita come

prima.

FULVIA

(guardando Valerio che si avvicina)

Mi ha trovato bella così; rimarrò dunque così.

SCENA IX.

VALERIO, _indi_ FUNDANIO _e Detti_.

VALERIO

(S'accosta timidamente. Annia Luscina, Marzia Atinia, Volusia,

Claudia Valeria, vorrebbero farglisi incontro festose; ma egli

le prega col gesto di rimanersi, e va a mettersi dall'altro lato

di Catone)

CATONE

Ah, ti trova bella? Ma io gliene caverò il ruzzo, a quel....

VALERIO

Taci, te ne prego, padre mio; imperocchè io come padre t'amo e ti

venero. Fui contro te; ma potevo io resistere? Tu stesso, qualche anno

addietro, messo al punto di guadagnarti l'affetto di Licinia, che

avresti tu fatto?... Non dirmi il contrario. Licinia non lo

crederebbe. Ho vinto, insieme con Marco Fundanio, al quale io non

perdonerò già certe sue invenzioni....

FUNDANIO

Non mie.

ATINIA

(intromettendosi)

Mie; perdonale a me.

(Valerio s'inchina e stringe la mano a

Fundanio)

CATONE

Ah, qui si perdona.... si....

VALERIO

Cose da nulla, che non meritano l'attenzione del Console.

ATINIA

(piano a Fundanio)

Sebbene da piccole cause....

FUNDANIO

Derivano i grandi effetti! Io lo desidero vero.... per me.

VALERIO

Abbiam vinto, ripeto; ma la vittoria non è dovuta alle mie parole,

tanto meno eloquenti delle tue: bensì è dovuta all'ardore, con cui

tutta Roma sposò la causa di queste leggiadre matrone. Non ci ho

avuto merito; non ci ho dunque colpa; e perchè vorresti farmi patire

una pena? Io, per me, porto opinione che questa vittoria non

insuperbirà le donne gentili, ed esse ne useranno con temperanza, bene

intendendo che tu difendevi la legge, non per avversione ad una onesta

larghezza nello spendere, ma per timore di esorbitanze possibili. Che

se queste avvenissero, se così fosse adulterato il nostro concetto, tu

allora mi avresti, e ardentissimo, dalla parte tua....

CATONE

(tra burbero e rabbonito)

Avresti fatti meglio a non discostartene mai. Basta; cosa fatta capo

ha; dimentichiamo questa pazza giornata.

LICINIA

Perdoni?

CATONE

Bella forza! Come fare altrimenti? Dopo aver soggiogato il popolo,

questo bel cianciatore soggioga anche me. Mi chiedevi Fulvia? Le darai

l'anello!

VALERIO

Eccolo!

(mettendo l'anello in dito a Fulvia)

CATONE

Ah! non si perde tempo?

VALERIO

Non già per timore che tu abbia a cambiar di parere, ma perchè....

CATONE

Sì, ho capito; son vecchi come la stirpe umana, questi perchè....

ERENNIO

(facendosi innanzi)

Console, poichè si perdona a tutti, apre le porte del Tabulario?

CATONE

E per che fare?

ERENNIO

Non sai? C'è una turba di donne sotto chiave, e tra esse quella

sciagurata di mia moglie. Anch'io le perdono. Tavola nona: non si

hanno a far leggi per casi particolari.

CATONE

(ridendo)

E tu apri, e tirati il malanno e l'uscio addosso!

(Erennio va al Tabulario)

PLAUTO

Ah bene! un matrimonio? In fede mia, qui c'è da farne una commedia, ed

io ho una voglia matta di scriverla.

CATONE

Bravo! per mettere alla gogna un amico!...

PLAUTO

Hai ragione; lasciamola scrivere da un altro, nei tempi venturi.

CATONE

Se la scrive, io fo voto che me lo fischino.

PLAUTO

Poverino! perchè? Io ho una paura maledetta dei fischi, e tremo sempre

a verghe, quando ci ho qualcosa di nuovo da mettere in scena. Posteri

uditori, fatelo per amor mio; applaudite!

(Cala il Sipario)

FINE DELLA COMMEDIA

ERRATA CORRIGE

Pag. 36.--«pretendono che il lusso nostro»--_leggi:_

«pretendono che i nostri ornamenti, il lusso nostro».

» 111.--«Venga innanzi la centuria»--_leggi:_

«Venga innanzi la prima centuria».

Nota del Trascrittore

Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute,

correggendo senza annotazione minimi errori tipografici. Le

correzioni indicate nella lista ERRATA CORRIGE sono state

riportate nel testo.

Sono stati inoltre corretti i seguenti refusi (tra parentesi

l'originale):

11--E tu ammiralo [ammmiralo]!

39--Mirrina solleva il lembo della [delle] stola

50--Ne [Nè] amavo una

96--e le greche [grece] delicature;

103--chiuse dal capo alle piante [pianto]

106--dei Volsci, che ci terranno [teranno]

Grafie alternative mantenute:

dei / dèi

mègere / Megère

Petaso / Pètaso

La legge Oppia : commedia togata in tre atti · 第 4 / 4 段