e dell'amore, che nell'una deve appagarsi del supremo ideale, e
nell'altra di alcuni sorrisi, di alcuni baci, e di molti rimpianti; la
vigliaccheria delle piccole cose uccide in lui la facoltà di produrne
delle grandi. Le pagine nelle quali dopo la partenza di Ada, è
descritto il naufragio dell'anima di Ulisse sono tali che niuno fra i
più celebrati scrittori dell'oggi sdegnerebbe di firmare.
«_Baci perduti_, per intensità di emozione, è degno di pigliar posto
fra i migliori racconti italiani di genere intimo pubblicati negli
ultimi tempi.»
=G. Depanis=, nella _Gazzetta letteraria_ di Torino (Giugno 1887).
«Il libro ha vita di osservazione acuta, e si distingue per questo dai
troppi che, senza avere nulla di vero, fan pompa di nascere da studi
coscienziosi. Il Valcarenghi ha scritto pagine dalle quali è chiara la
molta attitudine che egli ha al romanzo.»
Giornale _Nuova Antologia_ di Roma (1 Settembre 1887).
«È un racconto semplice, alla mano, senza arruffate vicende, né
intrecci a sorprese, che si legge volontieri per la spontaneità dello
svolgimento e la chiarezza dell'elocuzione corretta: due pregi di buon
novelliere, che non si possono negare al Valcarenghi.»
Giornale _La Domenica del Fracassa_ di Roma
(24 Maggio 1885).
«...Queste _Scene della vita borghese_, pur essendo molto semplici
nell'impianto, presentano larghezza di disegno e sicurezza di
colorito. I due caratteri principali di Ulisse, il giovanotto
ingenuamente innamorato, e di Ada, la provocante civettuola senza
cuore, sono tratteggiati con un certo sviluppo psicologico. L'ambiente
borghese delle due famiglie, che appigionano le stanze ammobigliate,
parmi reso con naturalezza.»
=F. Cameroni=, nel _Sole_ di Milano (19 Dicembre 1884).
«...Un libro pensato, d'indole tutt'affatto patologica, fondato su uno
studio appassionatamente fedele del vero.
«È impossibile, con quattro righe, entrare nelle viscere di questo
volume, che anatomizza con una provvida asprezza di clinico perfino le
più minuscole fibroline dell'uomo e della donna odierna. Però deve
essere lecito conchiudere, che l'eco di questo arditissimo e
castigatissimo volume, non si smorzerà per un pezzo nella sonorità del
mondo del pensiero.»
=F. Giarelli=, nel _Caffaro_ di Genova (30 Dicembre 1884).
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UGO VALCARENGHI
SPERGIURO!
_Battaglia perduta--Tragitto di anime--Amore e fame
In Valfonda--Antitesi
Dramma e paesaggio--Il Ragioniere Bertini._
NOVELLE
Un elegantissimo volume con copertina disegnata dall'illustre pittore
Conconi __L. 3__.
«_Spergiuro!..._ Il racconto si fa leggere con molto piacere ed
interesse, poichè l'analisi della passione al suo pieno sviluppo è
fatta con coscienza e conoscenza del cuore umano... e da quest'analisi
accurata, i caratteri dei due giovani amanti, escon fuori delineati
bravamente da mano maestra, sul fondo verde della bella campagna
lombarda, descritta con una freschezza ammirabile.
«Nel _Ragioniere Bertini_, v'è lo studio d'altri tipi abbandonati
nella società moderna: la vedova esperta del mondo, che predica
continuamente alla figlia di trovarsi un marito; la giovinetta,
corrotta in parte dalla madre, che civetteggia; ed il burocratico,
pieno di studi, che non conosce il mondo.»
Giornale _Il Napoli_ (2 Dicembre 1888).
«Tutte le pagine del nitido volume allettano per la vita vera e
palpitante, che emana forte e spontanea... Il libro s'intitola dalla
prima novella, che apre degnamente il volume.
«Ma la migliore, a mio giudizio, è la terza, _Amore e fame_. In essa è
tratteggiata splendidamente la lotta contro la miseria, contro
l'esaurimento delle forze intellettuali, a cui sopravvive e grandeggia
l'amore.
«Non prenderò qui in esame le altre novelle: ognuno, leggendo il
libro, potrà trovare da solo le bellezze in esso contenute, e gustare
quei pregi di cui il rinomato Autore sa ornare i suoi scritti.»
_Giornale di Udine_ (26 Dicembre 1888).
«_Spergiuro!..._ Della fantasia si sente il difetto, ma forse a bella
posta: l'Autore, sull'esempio della nuova scuola naturalista, sceglie
apposta soggetti noti, comuni, collo scopo di trattarli
artisticamente, nuovamente.
«In _tragitto d'anime_ c'è una scena deliziosa, con quelle piccole
collegiali dai capelli svolazzanti al vento come piccole bandiere
spiegate, gracili, malaticcie, colla loro allegria triste...
«_Battaglia perduta!_ per evidenza artistica, e verità, è il miglior
lavoro e fa onore all'ingegno del Valcarenghi.»
=R. Barbiera=, nell'_Illustrazione Italiana_ (30 Dicembre 1888).
«_Spergiuro!..._ Cose scritte con molto garbo artistico, con una forma
limpida e scorrevole.
«Il Valcarenghi occupa, nella novellistica moderna, un posto che molti
gli invidiano, e questo volume rappresenta un intermezzo piacente e
pregiato nella sua forte ed ampia produzione di raccontatore geniale.»
=P. De Luca=, nella _Luce_ di Salerno (19 Gennaio 1889).
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DELLO STESSO AUTORE
___PERCHÈ RITA?...___ ed altre novelle.
Un volume in-16 __L. 1__.
=I Retori.=--FUMO E CENERE.
Un volume in-16 __L. 3 50__.
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GRANDI ORAZIO
LA PRESENZA DEL NUME
Un volume in-16 L. 2.
«Il Grandi è un eccellente pittore della natura, e sa animare i suoi
paesaggi con garbate figure tratte dalla vita reale. In questa
narrazione alla antipatica cognata, fa riscontro la nobile e buona
donna Claudia, madre di Massimo; e compiono il quadro l'ottimo Sante,
marito di Paolina, l'enologo Raveggi, il notaio poeta, l'antico
sindaco colla sindachessa, e sopratutto lo zio vescovo nelle parole
dette sul suo letto di morte, spiega il concetto morale del lavoro. La
lingua è di buon conio paesano; e lo stile corre via rapido e
spigliato. Sicchè il nuovo racconto del Grandi è degno degli altri,
che gli han data meritata lode, ed offre onesta e piacevole lettura.»
=A. Franchetti=
«Non sono più di centoventisei pagine in-16 di un bel garamone, con
molto lusso di spazii interlineari e marginali. La lettura non mi rubò
più di un'ora, ma se anche ne avessi impiegate due, non me ne pentirei
nemmeno.
«Il racconto è dedicato ad una bambina, la figlia dell'autore, il
quale con una prefazione, che è una vera gemma, la affida a lei,
rivolgendole fra le altre queste delicate parole:
«O piccola fata, lascia che, come segue la fortuna, preceda queste
pagine, nel mio pensiero l'immagine tua... Quando i tuoi labbrucci si
schiudono verso di noi e il lieve sospiro del tuo cuoricino si
confonde col nostro, non ti dice, Lina, quella gara di baci qual vuoto
crudele la tua presenza ha colmato?»
«L'azione del racconto è semplicissima e si svolge con la più serena
naturalezza.
«La falsa posizione di una giovine donna moglie a un uomo che non sa
nè può amare, costituisce la tela nella quale è ricamato il racconto.
Paolina, che potrebbe abbandonarsi nelle braccia di Massimo è
trattenuta dal culto per la sua bimba morta sulla tomba della quale
ella si reca con Massimo a piangere e pregare.
«L'autore dell'_Abbandono_ e delle _Macchiette_, possiede oltrechè una
intuizione felicissima nel tratteggiare i caratteri, una stupenda
tavolozza per dar risalto alle figure e all'ambiente nel quale le fa
muovere e agire. E però reputo che la lettura di questo nuovo suo
libro piacerà senza dubbio a tutti, perchè non soltanto è dilettevole,
ma pure naturale.»
Dall'_Alabarda Triestina_ (Luglio 1888).
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A. G. CAGNA
ALPINISTI CIABATTONI
Elegante volume in-16 con copertina illustrata L. 2.
«L'autore di _Un bel sogno_, di _Noviziato di sposa_, di
_Provinciali_, ecc., ingegno facile e geniale, ha voluto questa volta
far passare un'ora di buon umore ai suoi lettori. In questo racconto
pieno di _verve_, pieno di trovate, l'autore ci descrive con evidente
verità le avventure di un Alpinista... ciabattone, appunto una specie
di Tartarin italiano; e v'è riescito così bene, da far ritornare ai
bei tempi del Ghislanzoni.
«Questo volume è forse il miglior lavoro del Cagna; l'emanazione più
naturale, spontanea della sua mente. Un umorismo, fine, bonario spira
da tutto il libro. Il grottesco è la nota che vi domina, ed è la nota
vera. Quanti non ne abbiamo visti noi di questi alpinisti ciabattoni
sulle rive del lago, o alle acque termali, i quali vengono per
osservare la natura e non la intendono, salgono un monte, come i due
onesti coniugi e droghieri Gibella, e si fermano meravigliati a
guardare le teste di morto di un vecchio ossario, o un verme che
attraversa la strada, nè mai danno un'occhiata d'intorno perchè
trovano che anche fuori del loro paese, dal grande al piccino, le cose
hanno tutte lo stesso andazzo; dappertutto cielo, terra e
montagnaccie, seccature, gabbamondi e ciarlatani di ogni specie.
«Le lacrimevoli odissee di questi coniugi Gibella, ne' sette giorni
che passarono sulla riviera d'Orta, sono divertentissime;
magistralmente descritto anche l'ambiente. La _vis comica_ vi abbonda,
ed è di buona lega.»
Giornale _La Postilla_.
«Sono scene le quali valgono a fissare uno dei tanti aspetti che
presentano le cose della vita; aspetto passeggiero, fuggevole se si
vuole, ma profondamente vero e ritratto con meravigliosa efficacia di
rappresentazione.--Esse rispondono dunque alla tendenza del pensiero
moderno.
«Negli _Alpinisti ciabattoni_ abbiamo realtà vivissima di ambiente, di
personaggi, di tipi; non manca, per chi sappia ritrovarcelo,
l'elemento psicologico. Essi costituiscono adunque un vero e proprio
lavoro d'arte.
«La realtà che il Cagna descrive negli _Alpinisti ciabattoni_ è
semplice, bonaria, credo anzi ch'egli stesso la definisca una _realtà
borghese_. Ma è forse meno difficile a cogliere di un'altra? Sarebbe
illusione o pochezza di mente il crederlo. Quelle pagine sono una
miniatura così delicata di particolari, di circostanze minutissime,
tutte però significative, tutte concludenti, da rilevare il lavorio
sottile di una intelligenza penetrante.
«Sfilano davanti a noi numerosi paesaggi. Colli verdi ed ameni,
montagne brulle e nevose; cieli limpidi e sereni, cieli plumbei corsi
da nubi scapigliate; distese d'acque calme, azzurrine, ridenti; acque
sconvolte dalla bufera, il lago nero e imbronciato. E poi aurore,
meriggi infocati nelle solitudini dei campi, tramonti. Una varietà di
scene da non finir più; ma tutte belle, tutte magistralmente ritratte.
Nessuna monotonia.
«Questo lo sfondo della scena, nel quale s'aggirano pieni di
freschezza, _viventi di vita vera_, figure e tipi umani colti con
meravigliosa verità del mondo reale e trasportato in quello artistico
che il romanziere ha creato.
«E poi una lettura buona, che fa bene al cuore, che parla alla parte
migliore di noi. Nessuna predica morale, nessun sermone; eppure
sprizzano fuori d'ogni lato, per l'indole stessa dei fatti, quelle
idee, quei sentimenti che valgono a rendere gli uomini migliori.»
Giornale _La Sesia_.
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FOGAZZARO ANTONIO
FEDELE
ED ALTRI RACCONTI.
Elegantissimo volume in-16 L. 4.
«Ogni nuovo lavoro dell'Autore di _Malombra_ è una prova del suo non
solo grande, ma originalissimo ingegno che, appunto per la elevata
singolarità non è stato apprezzato come meritava da quei lettori
passivi che precuravano degli smerci favolosi ai più sconclusionati
romanzi, e specialmente a quelli, magari barbaramente tradotti di
Montépin e Ponson du Terrail. È un miracolo che _Malombra_ sia
arrivato alla quinta edizione, ad onta del merito singolare di forma
unito ad un grande interesse, palpitante dal principio alla fine.
«....Rare volte mi è avvenuto di leggere con tanto gusto una così
bella raccolta di garbate invenzioni. Le novelle di Antonio Fogazzaro
pubblicate in questi giorni dall'avveduto editore Galli sono destinate
al più grande successo.
=Filippo Filippi=, nella _Perseveranza_.
RACCOLTA DEI MIGLIORI ROMANZI ITALIANI MODERNI
EDIZIONI GALLI
Lire
FOGAZZARO A. _Malombra_. Quinta edizione 4 50
--_Fedele ed altri racconti_. Seconda edizione 4 --
--_Il Mistero del Poeta_. Quarta edizione 1 --
NEERA. _Teresa_. Quarta edizione 2 --
--_Lydia_, Secondo migliaio 4 --
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--_Addio!_ Quarta edizione 2 --
BRUNO SPERANI. _Numeri e Sogni_. Sec. ediz. 4 --
--_L'Avvocato Malpieri_. Seconda edizione 3 50
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LA MARCHESA COLOMBI. _Prima morire_.
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VALCARENGHI U. _Spergiuro!_ 3 --
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--_Baci perduti_ Seconda edizione 2 --
--_Sotto la Croce_ 3 --
--_Fumo e Cenere_ 3 50
ROVETTA G. _Montegù_. Seconda edizione 4 --
--_Mater Dolorosa_, Settima edizione 5 --
MEMINI. _La Marchesa d'Arcello_. Seconda ediz. 5 --
BERMANI E. _Frate Gaudenzio_ 2 50
CAGNA A. G. _Provinciali_. Secondo migliaio 3 --
NOTA DEL TRASCRITTORE
Sono stati corretti i seguenti refusi:
e studiando il problema se dovesse torglieselo
Ella avrebbe voluto vedere que due sposi modello
Ce ne vorrebbero due al giorno delle Ninette per quello li!
non mi ricordavo memmeno di chiuder la porta.
Mi padre, si sa, ogni uomo ha il suo vizio,
Non una parola durante otto giorno interi.
sempre nell'aspettiva di una vostra lettera
No, no, sarebbe stata una vile ed inrata creatura.
ora una colonna d'edera arrossata sul tronco di una quercia
aveva compreso, lei già donna, i mistero della virginità,