_Memorie_.
[467] Burnet, I, 368; Evelyn, Diario, 4 febbraio 1684–85, luglio 1686.
In una delle satire di quel tempo si leggono le seguenti parole:
Mentre era duchessa, ella era gentile, soave e cortese; Quando fu
regina, diventò un demonio rabido e furioso.
[468] Sunderland a Jeffreys, 14 settembre 1685.
[469] Locke, _Ribellione della Contrade Occidentali_; Toulmin, _Storia
di Taunton_, edizione di Savage; lettera del duca di Somerset a Sir
F. Warre; lettera di Sunderland a Penn, 13 febbraio 1685–86, tratta
dall’ufficio delle scritture di Stato, nella collezione di Mackintosh.
[470] Burnet, I, 646, e la nota del presidente Onslow; Clarendon a
Rochester, 8 maggio 1686.
[471] Burnet, I, 634.
[472] Calamy, Memorie; _Giornali dei Comuni_, 26 dicembre 1685;
Sunderland a Jeffreys, 14 settembre 1685; libro del Consiglio Privato,
23 febbraio 1685–86.
[473] Ms. Lansdowne 1152; Ms. Harl. 6845; _Gazzetta di Londra_, 20
luglio 1685.
[474] Molti scrittori hanno asserito, senza il più lieve fondamento,
che Giacomo concedesse il perdono a Ferguson. Taluni hanno spinta la
propria assurdità fino a citare questo perdono immaginario,—il quale,
ove fosse vero, proverebbe soltanto che Ferguson era una spia della
corte,—in prova della magnanimità e benignità del principe che decapitò
Alice Lisle e bruciò Elisabetta Gaunt. Ferguson non solo non fu
perdonato, ma escluso nominatamente dall’amnistia generale data nella
susseguente primavera (_Gazzetta di Londra_, 15 marzo 1685–86). Se,
come ne corse universale sospetto e come sembra probabile, gli fu usata
clemenza, questa fu tale che Giacomo, non senza ragione, ne sentiva
vergogna; e quindi, per quanto fu possibile, si tenne secreta. Le voci
che allora ne corsero in Londra, sono ricordate nell’_Osservatore_, 1º
agosto 1685.
Sir Giovanni Raresby, che avrebbe dovuto essere bene informato,
positivamente afferma, che Ferguson fu preso tre giorni dopo la
battaglia di Sedgemoor. Ma Sir Giovanni errò certamente rispetto alla
data, ed avrà quindi potuto errare rispetto all’intero fatto. Dalla
_Gazzetta di Londra_, e dalla confessione di Goodenough (Ms. Lansdowne
1152), chiaro risulta che quindici giorni dopo la battaglia, Ferguson
non era stato preso, e supponevasi nascosto in qualche luogo in
Inghilterra.
[475] Granger, Storia Biografica, «Jeffreys.»
[476] Burnet, I, 648; Giacomo al principe d’Orange, 10 e 20 settembre
1685; Lord Lonsdale, _Memorie; Gazzetta di Londra_, 1º ottobre 1685.
[477] Processo di Cornish, nella _Collezione de’ Processi di Stato_;
Sir G. Hawles, _Osservazioni sopra il Processo di Cornish_; Burnet, I,
651; _Il Tribunale di Sangue_: Stat. I, Gugl. e Mar.
[478] Processi di Fernley e d’Elisabetta Gaunt, nella _Collezione de’
Processi di Stato_; Burnet, I, 649; _Il Tribunale di Sangue_; Sir G.
Bramston, _Memorie_; Luttrell, _Diario_, 23 ottobre 1685.
[479] Processo di Bateman, nella _Collezione de’ Processi di Stato_;
Osservazioni di Sir Giovanni Hawles. È pregio dell’opera raffrontare
la testimonianza di Tommaso Lee fatta in questa occasione, con la sua
confessione tempo innanzi pubblicata per ordine del Governo.
[480] Citters, 13–23 ottobre, 1685.
[481] Neal, _Storia de’ Puritani_; Calamy, _Relazione de’ Ministri
cacciati, e il Memoriale de’ Non–Conformisti_, contengono copiose
prove della severità di questa persecuzione. La lettera d’Addio
di Howe al suo gregge, trovasi nella vita di questo grande uomo,
scritta egregiamente da Rogers. Howe lamenta di non potere porsi a
risico di procedere per le vie di Londra, e la sua salute essere
danneggiata per difetto d’aria e di moto. Ma la più viva pittura dei
Non–Conformisti ci è data dalla penna di Lestrange, loro mortale
nemico, nell’_Osservatore_, ne’ mesi di settembre ed ottobre del 1685.