Così, colla magia del canto io evocava nella mia mente le imagini dei
giorni andati, oscuri o sereni. Nel paese ove tanto tempo rimbombarono
le folgori della guerra, ove il Russo determinò i confini della potenza
turca; ove la nostra vecchia aquila bicipite fa legge e impera tuttora,
io incontrai un tranquillo accampamento di Zingari figli della libertà.
Ma la felicità nemmeno fra voi è da cercarsi, o miseri rampolli della
natura! Sotto i vostri padiglioni laceri s’aggirano sogni funebri e
tormentosi, i vostri carri vagabondi non vi sottraggono alle ambasce;
chè anche nei deserti regnano le passioni fatali, e l’uomo vi è, come
altrove, bersaglio del destino.