LA CAPRA FERRATA.[1]

C'era una vedova, che aveva un figlio. Un giorno, ha detto a questo

figlio:—«Stai 'n casa. Voglio andare a i' vivajo a lavare i' bucato.

Bada, non mi lasciare l'uscio aperto, perchè ti potrebbe entrare

la capra ferrata in casa, con la bocca di ferro e la lingua di

spada.»—Questo poero bambino volse andare a trovà' sua madre e lasciò

l'uscio aperto. Quando fu a mezza strada, si rammentò, che non aveva

chiuso l'uscio; tornò indietro. Va per entrare in casa, c'era la capra

ferrata:—«Chi va là?»—«Son io. Son la capra ferrata, con la bocca di

ferro e la lingua di spada; e, se t'entri drento, ti affetto come una

rapa.»—Questo poero bambino si messe sulla porta a piangere. Passò una

vecchina:—«Cos'hai, bambino mio, che piangi tanto?»—«Cos'ho? I' ho

lasciato la porta di casa aperta, per andare a trovare mia madre. Mi ci

è entrato la capra ferrata. Non so come fare a mandarla via.»—«Quanto

tu mi dai, te la mando via io?»—«Da mia madre vi faccio dare quel,

che volete, basta che me la mandate via.»—«Mi devi dare tre staja di

grano; io te la mando via.»—Va a picchiare all'uscio di casa:—«Chi

è?»—«Son io.»—«Son la capra ferrata, con la bocca di ferro e la lingua

di spada; e, se t'entri drento, ti affetto come una rapa.»—Quella donna

disse a quel bambino lì:—«Senti, bambino mio; non m'importa di quelle

tre staja di grano; ma io non te la mando via davvero.»—Questo poero

bambino non faceva altro che[2] piangere. Passò un vecchio:—«Cos'hai,

bambino mio, che piangi tanto?»—«Poerino! sono disgraziato. Ho lasciato

l'uscio di casa aperto. Mi c'è entrato la capra ferrata. Non so come

fare per mandarla via.»—«Se te mi dai quattro forme di formaggio, te la

mando via io.»—«Se me la mandate via, quando torna mia madre, io ve le

faccio dare.»—Va a picchiare alla porta e domanda:—«Chi va là?»—«Son

la capra ferrata, con la bocca di ferro e la lingua di spada; e, se

t'entri drento, t'affetto come una rapa.»—E questo poero vecchio va da

i' bambino:—«Senti, bambino mio, poi fare quel, che voi, ma io non te

la mando via davvero.»—Questo poero bambino non faceva che piangere e

passò un uccellino:—«Cos'hai, bambino mio, che piangi tanto?»—«Poerino,

che non ho io? M'è entrata la capra ferrata in casa e non mi riesce di

mandarla via. Se torna la mia madre, non pole entrare in casa.»—«Quanto

tu mi dai, te la mando via io?»—«Cosa ti devo da', che non ho nulla? Se

me la mandi via, ti farò pagare a mia madre.»—«Mi devi dare tre staja

di panico e io te la mando via.»—Dice:—«Sì. Io te lo do.»—L'uccellino

va:—«Chi va là?»—«Son la capra ferrata, con la bocca di ferro e la

lingua di spada; e, se t'entri drento, t'affetto come una rapa.»—«E io,

cor i' mio becchino, ti beccherò i' cervellino.»—E la capra ferrata s'è

impaurita e è sortita di casa. E i' bambino ha dovuto pagare tre staja

di panico all'uccellino.

_Stretta la foglia e largo il bocciolo,

Della pelle di mi' nonno io ne farò un lenzuolo!_

La novellaja fiorentina Fiabe e novelline stenografate in Firenze dal dettato popolare · 第 186 / 292 题