[1] Questa frittata, veramente omeopatica, mi rimette in mente un
raccontino, una novelletta del Tresatti, ignota al Gamba, al Borromeo,
al Passano, al Papanti, eccetera, eccetera (e degna di rimanere
ignota) che ricavo dalla sua edizione de' cantici del Beato Jacopone
da Todi.—«Voleva uno cuocer funghi: et dimandava ad un vecchio, come
ciò far potrebbe a fin che riuscissero assai buoni a mangiare. _Io te
l'insegnerò_, disse il vecchio; _che saranno ottimi. Piglia de' funghi
sì poco, quanto sia l'ugna del tuo dito piccolo et non più; et mescola
seco et sbatti dell'ova fresche et del formaggio buono grattato et del
butirro_. Et vi aggiungeva dell'altre cose sì fatte. Et conchiudeva:
_Or vatti con dio, che, cocendo tai funghi con diligenza, saranno
stupendi buonissimi_.»—
[2] Vedi _Vita | Pentimento, e Morte | di | Pietro Bailardo | con |
Pulcinella | accarezzato da' diavoli e spaven | tato dall'ombra di
Merlino | Tragicommedia Magico—spettacolosa | in quattro atti. ||
Napoli | Tipografia Francesco Saverio Criscuolo. | Presso Giuseppe
d'Ambra strada Portacarrese | Montecalvario n. 1. | 1852_.—Nella scena
V dell'Atto II, il Bargello narra a Pietro Bailardo, nel condurlo
in prigione, la storia di alcuni carcerati.—«PIETRO. E quell'altro
là? BARGELLO. Quello poi è innocente, innocentissimo; e si trova
qui per avere uccisa una mosca. PIETRO. Come! Se è così, non merita
alcuna pena. Spiegatevi. BARGELLO. Eccomi. Stava costui al servizio
di uno speziale. Adocchiò, che il suo padrone aveva molto denaro nel
bancone; e siccome (_sic_) il suo naturale è stato sempre di volersi
appropriare della roba d'altri, così, spalancati tanto d'occhi su quel
piccolo tesoro, e' cercava modo d'impadronirsene. Ma, non potendogli
riuscire a causa della vigilanza del padrone, nè volendo commettere
un delitto coll'ucciderlo, andava cercando una occasione opportuna,
onde soddisfare (_sic_) le sue brame. Questa gli si presentò un giorno
di està dopo pranzo, in cui il suo padrone dormiva nella spezieria,
sdrajato su di uno scanno. Una mosca impertinente gli succhiava il
sudore, che gli grondava dalla fronte. Il dormiente non la sentiva,
perchè assopito nel sonno; ma questo buon uomo, ch'era sempre sveglio
e vigilante negl'interessi del padrone, ben se n'accorse; e, per fare
un atto di carità, prese un maglio; e, con un colpo da maestro diretto
sopra la mosca, la ridusse a zero. PIETRO. Oh cielo! E la testa del
padrone? BARGELLO. La fece come una focaccia.»—