Che non fec'io per meritar suo amore?)

[4] A proposito di uccelli che parlano. ORTENSIO LANDO narra che:—«un

corvo... vide la madonna far una torta et merendar con una sua comadre;

et venuto il padrone, il semplice corvo incominciò a dir: _Madonna

ha fatto torta, madonna ha fatto torta_. Il padrone chiede la donna

dove sia la torta. La donna con viso turbato et piena di mal talento

li risponde che non vi è torta alcuna, et che di lui si maraviglia,

come più tosto voglia credere ad un animalaccio che a lei. Acquetasi

il buon marito, et fatto ciò che aveva da fare, tornossi fuori. La

donna iraconda (sì come sogliono esser quasi tutte) appena fu il marito

scostatosi un tratto di pietra, ch'ella se n'andò alla gabbia et

spelò il capo al loquace corvo. Non istette molto, che venne un frate

a chieder del pane; et cavandosi il cappuccio et essendo nuovamente

raso, credette il corbe li fosse stato pelato il capo per aver parlato

di torta, et a lui rivolto molte fiate replicò: _tu hai parlato di

torta, tu hai parlato di torta_; et pareva si rallegrasse che il buon

frate fosse caduto nella medesima sciagura ch'egli cadde.»—Racconto

popolare diversamente narrato dal FIRENZUOLA nella _Prima Veste dei

Discorsi degli Animali_. Altro caso di zoolalia narrato dal LANDO è

poi il seguente, anch'esso facezia popolare che tuttodì variamente

si racconta:—«Eravi un prete, il quale avevasi per suo trastullo

nodrito un fanello, addottogli dalla Marca dove sono i migliori che si

ritrovino. Et stando un giorno tutto spaventato col becco fra le piume,

sopraggiunse il prete et sì gli disse: _che fai bestia?_ Alzò allora

il capo il fanello, et disse quel versetto di David pieno di mistero:

_Cogito dies antiquos et annos aeternos in mente habeo_.»—

La novellaja fiorentina Fiabe e novelline stenografate in Firenze dal dettato popolare · 第 52 / 292 题