C'era una volta un Re di Francia che era molto amante della caccia. Un
giorno, andando a caccia, i cani principiarono a urlare fortemente. E
lui va per tirare a una fiera e invece ci trova una bellissima donna.
Il Re, sorpreso di questa bellissima giovane, voleva sapere la ragione
perchè l'aveva trovata sola in questo bosco, abbandonata? perchè
stava in una grandissima afflizione? Lei dunque gli disse che facesse
della sua vita quel che voleva, ma che non le strappasse il secreto
de' suoi natali. Il Re rispettò il suo secreto, la fece mettere in
corte, le dette il suo quartiere e disse che fosse rispettata come
una di famiglia. Dopo alcun tempo il Re andò a far visita alla bella
incognita e s'accorse da' suoi modi gentili e dal suo dolore che
doveva appartenere ad una famiglia illustre e distinta. E quindi se
ne innamorò talmente, che pensò di farla sua sposa. La madre del Re,
indispettita di sentire che doveva avere per nuora una sconosciuta
trovata in un bosco, giurò che ne avrebbe fatto crudele vendetta e
che il sangue de' Reali di Francia non si sarebbe mai contaminato con
una sì vile sposa. Difatti, dopo pochi mesi che il Re aveva sposata
questa sconosciuta, arrivò un corriere d'Inghilterra intimando al Re
una improvvisa guerra. Il Re non poteva intendere come l'Inghilterra
volesse fare a lui la guerra senza alcuna ragione. Ma per meglio
accomodare le cose pensò di andare lì da sè con un piccolo esercito
per conoscere la ragione di questa intimazione. Piangendo andò a
congedarsi dalla sposa, la quale lo pregò di trattenersi qualche
altro giorno perchè aveva qualche cosa da dargli. Difatti ella si
pose a ricamare una bandiera francese; ma l'arme era d'Inghilterra; e
disse:—«Quando sarai vicino al Re, spiega questa bandiera, chè nessuno
ti farà danno.»—Il Re partendo raccomandò caldamente la sua sposa alla
madre e le disse che la lasciava incinta; e le disse che avesse cura
di lei e del figlio che sarebbe nato. Il Re, arrivato in Inghilterra,
nulla trovò d'intimazione di guerra. Ma quando fu veduta la bandiera
spiegata dal Re di Francia, tutti gli corsero incontro per fargli
omaggio. E quando il Re d'Inghilterra seppe che la bandiera era stata
ricamata dalla moglie del Re di Francia, lo abbracciò teneramente e gli
disse:—«Tu sei mio genero.»—Il Re, pieno di gioia e di consolazione
per questa felice scoperta, ebbe una lettera di sua madre nella quale
gli diceva che sua moglie aveva partorito tre cani e si trovava in fin
di vita. Il Re subito rispose che custodissero i cani e la sposa, che
lui quanto prima sarebbe tornato trionfante nel Regno. Tornato il Re
di Francia, trovò tutta la corte in lutto; e la madre piangendo gli
disse che i suoi tre cani e la moglie erano tutti morti; lei era morta
dal dolore di questo tristo parto. Il Re si afflisse tanto di questa
cosa che fece giuramento di non vedere più nessuno. Si rinchiuse in
una stanza, e meno che il servo che gli portava da mangiare, non era
permesso a nessuno di entrare nella camera del Re. Dopo diciotto anni
che il Re viveva in questo stato di disperazione, di abbattimento,
una mattina sentì del rumore per la strada. Domandò cosa fosse quel
rumore insolito che sentiva. E gli fu risposto che una giovine sorella
di due guardie reali della Regina, aveva preso quartiere di faccia
alla camera del Re, e che essendo tanto bella, la gente andava a
vederla; si fermava lì sotto alle finestre a vederla che era seduta
al suo balcone. Il Re sentì desiderio di vedere questa ragazza:
s'affacciò alla finestra e disse:—«È tanto bella che mi rammenta la
mia Uliva.»—Informata la Regina madre di questa impressione del Re, di
questa parola, sente nascere una grande avversione per questa ragazza.
E non sapendo come più facilmente poterle nuocere, mandò a chiamare una
vecchia strega che era la sua intima confidente. La strega le disse
che era difficile nuocere a questa ragazza, perchè la Regina delle
fate la proteggeva; ma che l'unico mezzo era quello di salutarla e
dirle:—«Bella, tu se' bella! ma se tu avessi l'acqua che balla, che
canta e che sona; l'albero del sole; e l'Uccel Bel—Verde[2]; saresti
anche più bella.»—La sera appresso, sulle ventitrè, quando la bella
Amalia si metteva sul balcone a lavorare, la Regina si affacciò e le
disse:—«Bella, tu se' bella! ma se tu avessi l'acqua che balla, che
canta e che sona; l'albero del sole; e l'Uccel Bel—Verde; saresti
anche più bella.»—Appena dette queste parole alla povera Amalia,
che soleva essere di carattere tranquillo e molto allegra, le entrò
una smania addosso che non le diede più pace. Principiò a piangere
dirottamente; e quando vennero i suoi fratelli, la trovarono immersa
nelle lagrime. Uno di essi, chiamato Federico, volle assolutamente
saperne la cagione. E quando sente le parole che gli aveva dette la
Regina, disse alla sua sorella:—«Tu sarai più bella! Io ti troverò
l'acqua che balla, che canta e che suona; l'albero del sole; e l'Uccel
Bel—Verde.»—La mattina appresso, prese congedo dalla Regina perchè era
guardia, si licenziò dall'Amalia e le lasciò un anello con la pietra
turchina e le disse:—«Finchè quest'anello avrà la pietra turchina,
spera che io ti porterò quel che ti manca. Se questa pietra turchina
diventerà nera, allora io sarò morto e il nostro fratello Alfredo
penserà a cercarti ciò che desideri.»—Quindi si partì sopra un bel
cavallo e se n'andò fuori della porta. Sceso, uscito fuori delle mura
della città, si mise a pensare a che via doveva prendere. Mentre che
era pensoso, seduto da una bottega, si presentò una vecchia e gli
disse:—«Mi farebbe un po' di carità? Io posso consolarla in quello che
desidera. So quello che Ella cerca: e se mi dà retta porterà alla Sua
sorella l'acqua che canta, che balla e che suona, l'albero del sole e
l'Uccel Bel—Verde.»—Lui disse:—«Ben volentieri farò tutto quello che
tu vuoi.»—Allora la vecchia gli dette una boccia che gli attaccò alla
cintura per mezzo di un nastro rosso; gli dette una gabbia, un'ascia
d'argento e un vasellino contenente della pomata. Gli disse poi:—«Voi
camminerete in fondo in fondo a questa strada tre giorni e tre notti
senza riposarvi; alla fine del terzo giorno vi troverete in un gran
prato che attraverserete. Quindi entrerete in un viale costeggiato di
molte statue. Passate a diritto, senza voltarvi nè da una parte nè
da un'altra. Finito il viale entrerete nel bosco dove c'è la fontana
dell'acqua che balla, che canta e che suona e l'albero del sole con
sopra l'Uccel Bel—Verde. Presentate la gabbia e l'uccello entrerà
in gabbia; chiudetela, perchè non voli via. Presentate la boccia e
si riempirà subito d'acqua: turatela, perchè non esca di dentro.
Toccate l'albero del sole con questa accettina, toccate un ramo e
vi si staccherà subito.»—Mi sono scordato che quando gli dette il
vasellino, gli dette anche un pennello, questa vecchia a Federico.—
«Quando vi siete caricato di tutta questa roba, ritornate nel viale
delle statue e col pennello intinto nella pomata, toccate le statue
che saranno alla vostra diritta.»—Mi sono scordata un'altra cosa: nel
prato doveva lasciare il cavallo prima d'entrare; doveva smontare da
cavallo quando lui entrava nel viale delle statue.——«Farete tutto ciò
con la massima velocità, senza mai voltarvi indietro. Sentirete urli,
lamenti, preghiere: non vi voltate indietro. Raggiungete il vostro
cavallo nel prato, salite e tornate a Parigi. Se vi voltate, siete
morto.»—Federico, pieno di gioja, montò sul suo cavallo e fece tutto
quanto la vecchia gli avea detto. Ma appena ebbe toccata qualcuna delle
statue, quelle riebbero la vita, e piene di gioia e di riconoscenza,
chiamavano, abbracciavano Federigo, per dargli una prova della loro
consolazione. Federigo non ebbe la fermezza di non voltarsi: un
momento si voltò e rimase statua anch'egli[3]. Il quarto giorno la
povera Amalia guarda il suo anello: il suo anello era divenuto nero,
la pietra; segno certo che Federigo più non ritornava. Disperata e
piangente, torna Alfredo e gli racconta che la pietra era diventata
nera e che Federigo era morto. Allora Alfredo gli dice:—«Io voglio
seguitare la via di Federigo. O lo vendico e trovo l'acqua che canta,
che balla e che suona, l'albero del sole e l'Uccel Bel—Verde; oppure
voglio morire per vederti contenta.»—Quindi preso congedo dalla Regina
che glielo diede con la massima consolazione: dato un anello con la
pietra verde alla povera Amalia, che era indizio della sua vita se
non cangiava colore; si partì dall'amata sorella nella speranza di
farla felice. Appena uscito fuori di porta, si presenta la solita
vecchierella, gli fa le solite offerte del fratello e gli dice che se
avesse avuto il coraggio di non voltarsi, avrebbe salvata la vita anche
a Federigo. Pieno di speranza e di sicurezza intraprende la strada;
percorre velocemente la via; e dopo, ma dopo aver fatto tutto quanto la
vecchia gli aveva detto, egli pure cade nelle lusinghiere parole degli
amici, si volge indietro e resta statua di marmo. Al quarto giorno la
povera Amalia guarda il suo anello fatale e vede che anche il suo
secondo fratello è morto. Nessun desiderio la lega alla vita; vuole
seguire la sorte de' suoi fratelli. Si veste da uomo, monta sur un
cavallo, esce fuori della porta e le viene incontro la solita vecchina,
che l'ammonisce dei soliti oggetti per poter salvare tutti que' giovani
e per poter fare invidia alla Regina con tutti gli abbellimenti che
l'avrebbero resa più bella. Amalia monta a cavallo; percorre la via:
traversa il prato; passa il viale delle statue; vede l'acqua che
canta, che balla e che suona, l'albero del sole e l'Uccel Bel—Verde;
in un attimo se ne impadronisce; col suo gran pennello unge tutte le
statue che ha a diritta; e non badando nè a gemiti, nè a lamenti, nè
a parole d'affetto, raggiunge il suo cavallo, ci monta ed è salva.
Tutti i giovani liberati da lei sono già nel prato; tutti le rendono
mille grazie del bene ricevuto; chi le dà collane, chi corone, chi
anella: son tutti figli di Re incatenati da una trista fata che aveva
fatto questo incantesimo. Il quarto giorno la strada del Re è popolata
di gente. L'acqua che canta, che balla e che suona richiama tutta la
popolazione; l'Uccel Bel—Verde chiacchiera con tutti quelli che lo
interrogano[4]; l'albero del sole riflette i raggi e si volge sempre
dalla parte ove il sole lo illumina. Il Re stesso si sente commosso a
tanta gioja, s'affaccia, vede la bella giovane che gli rammenta la sua
Uliva, vede tutto il popolo esultante a tanta festa, a tanta bellezza.
Dopo diciotto anni si fa radere la sua barba, cambiare le sue vesti
in più ricche vesti, e dice che desidera di vedere da vicino la bella
Amalia. La Regina madre temendo di perdere il trono e che il Re suo
figlio debba prendere un'altra moglie, manda a chiamare la solita
strega e gli dimanda cosa può fare per ammazzare questa sua nemica. La
strega gli dice che inviti tutti a pranzo, l'Amalia, Federigo, Alfredo,
e che avveleni il pranzo. Essa finge di voler compiacere il Re e di
voler invitare i giovani a pranzo da lei. Amalia accetta con gioia: ma
chiede la grazia di portare l'Uccel Bel—Verde, perchè l'Uccel Bel—Verde
l'aveva già avvertita. Il Re, beato di questa dimanda. Il pranzo è
imbandito, ma i giovani non mangiano altro che quello che l'Uccel
Bel—Verde becca. Gli aveva detto che non dovevano mangiare altro che
quello che lui avrebbe beccato. Alla fine del pranzo l'Uccel Bel—Verde
chiede di poter contare una novella. Il Re è beato, la Regina madre si
turba. L'Uccel Bel—Verde principia la novella raccontando la cacciata
del Re; il ritrovamento della Uliva; il parto della Principessa che
non aveva fatto tre cani, ma tre bei figli; ma che la Regina li aveva
mandati in un bosco per essere ammazzati. Quello che doveva ammazzare
i bambini ne ebbe compassione, li fece educare e poi li fece impiegare
guardie della Regina. La Principessa del Re languiva da diciott'anni
dentro una prigione e l'unico servo fedele della Regina era consapevole
di questo misfatto. A questo racconto la Regina sviene; il Re monta
in furore; si percorre il palazzo reale; si trova la povera Uliva
quasi in fin di vita. L'uccello dice di essere una fata e di essere
venuto per salvare quelli innocenti. La Regina madre muore di dolore.
Il Re ritorna nel suo florido stato; amato dalla moglie e dai figli è
ricompensato di diciott'anni di patimenti. La Regina è riconosciuta per
figlia del Re d'Inghilterra; e una pace durevole si strinse fra quelle
due nazioni.