20. Dov'era il Re con la sua Baronia,
Che aspettava di sua donna novella,
Questa malvagia vecchia se ne gia,
Per metter empia fama addosso a quella.
E corrucciata forte gli dicia:
«Gran fallo ha fatto la Regina Stella.»
21. Il Re, sentendo sì fatto parlare,
Con quei Baroni ch'erano d'intorno
Alla camera andò senza tardare.....
E vide Stella con quattro can stare.
E Mattabruna allor non fe' soggiorno
Di dire al Re, sbattendose le mane.
«La prole, ch'essa fece, fu di cane.....
23. «Da te non son creati e manco nati,
Da lei procede questo fallo rio.»
Il Re allor con suoi sensi turbati
Alzò le mani al ciel laudando iddio.
Vedendo questo Mattabruna allora
Diè per consiglio al Re che Stella mora.
24. Dicendo: «figliuol mio, pronta vendetta
«Far dei sopra di questa miscredente.»
Il Re le disse: «Darle morte in fretta
Non potrei sopportar alma vivente.
Perchè m'è stata sposa assai perfetta
Non soffrirei mai tanto inconveniente.»
La madre disse: «Fa ciò che t'ho detto,
Se non, da me, figliuol, sii maledetto.»
25. Il Re con gran dolor le diè parole
Che la Regina fosse imprigionata.
Non domandar se 'l Re si strugge e duole.
E Mattabruna, forte corrucciata,
Inver la zambra, come uccel che vole,
Se n'andò tutta quanta indiavolata.
Stella, sentendo allor ch'ella venìa
Piangendo disse: «O vergine Maria!»
26. E Mattabruna nella zambra entrava,
Con seco più donzelle in compagnia.
E Stella a furia pe' capei pigliava,
Con le pugna il bel viso le offendia,
E fuor del letto sì la strascinava,
Poi: «Falsa sposa» essa le dicia,
«Ch'al tuo marito hai fatto fallo tanto!»
E la Regina Stella fea gran pianto.
27. E li figliuoli volea ricordare.....
Mattabruna la fece imprigionare,
Poi comandò a ciascuno con istizza
Che la prigion non si dovesse aprire
Sotto la pena di dover morire.
28. Pane ed acqua le dava con sua mano:
Altra persona non andava a lei.....
29. E Stella piangea forte da sè stessa
De' bei figliuoli che perduti avea;
Spesso per la prigion si tramortia
Chiamando sempre la Vergin Maria.
31. Era un Romito in quella selva folta.....
E in su la riva del fiume venia.....
In que' figliuoli un giorno si scontrava,
Maravigliossi, e forte li guardava.
32. Ed una voce per l'aer favella;
«Togli, santo Romito, e va alla cella.....»
35. Or giungendo alla cella in sulla porta
Una cerva bellissima ha scontrata;.....
Cristo benigno sì l'ebbe mandata.
La bianca cerva in terra si distese;
Di dio la grazia il buon romito intese.
36. Le poppe in bocca a' pargoletti pose:
Gemea la cerva per gran tenerezza.....
37. Da que' figliuoli mai si dipartia,
Sempre stava con lor nella celletta.....
Così cresceva la brigata in fretta,
Tanto che ognun con suoi piedi ne gia
Le catenelle in simile crescevano,
Che i putti dilettosi al collo avevano.
40. Poi che fur grandi si partir dal sito:
A spasso andavan per la selva folta;
Cristo benigno, ch'è signor gradito,
Spesso per un suo angelo gli manda
Pane che sazia con altra vivanda.
Il resto della _Istoria della regina Stella e Mattabruna_, cioè il modo
in cui accade l'agnizione de' figliuoli e si riconosce l'innocenza
della madre, è diverso in tutto dalla fiaba nostra.—Cf. DE GUBERNATIS,
_Novelline di Santo Stefano di Calcinaja_: XVI. _Il Re di Napoli_,
ed anche XV. _I Cagnuolini_. PITRÈ (Op. cit.) _Li figghi di lu
cavuliciddaru_ (Palermo); _La cammisa di lu gran jucaturi e l'auceddu
parlanti_ (Montevago); _Suli e Luna_ (Capaci); _Stilla d'oru e Stilla
Diana_ (Casteltermini); _Lu Re Turcu_ (Noto). Se ne legge un'altra
lezione di Palermo, sotto il titolo di _Re Sonnu_ nel _Nuovo saggio di
Fiabe e Novelle popolari siciliane, raccolte ed illustrate da Giuseppe
Pitrè_ (Estratto dalla Rivista di filologia romanza, vol. I fasc. II e
III). Imola, tip. d'Ignazio Galeati e figlio, via del Corso, 35. 1873.
Vedi anche nell'opera della GONZENBACH la novella siciliana intitolata:
_Die verstossene Königin und ihre beiden ausgesetzten Kinder_. Ridotta
la fiaba a semplice novella e ravvicinata alla Storia di Genoveffa di
Brabante si ritrova nella seguente panzana milanese.