C'era una volta marito e moglie che avevano tre figliole: poeri poeri
poi erano. Ma per mangiare dissero a una di queste bambine:—«Vai nel
giardino dell'Orco[2] a pigliare un po' di cavolo.»—E una di queste
bambine andiede a prendere il cavolo. Quando ha preso il cavolo si
sente dire:—«Dove tu vai?»—«Se il babbo e la mamma»—dice—«m'hanno
mandato a pigliare un po' di cavolo! Siamo tanto poeri!»—«Vien
su; tu starai bene.»—Dice:—«O per via della mamma e del babbo no
davvero!»—L'Orco insisteva perchè venisse. E poi la bambina salì su;
e per la quale l'Orco gli dà tre palle d'oro, E la conduce a girare
tutta la casa e gli dice:——«Padrona di tutto, fuori che di questa
stanza.»—L'Orco va via dopo; e rimane la bambina e dice:—«Che ci
sarà egli in questa stanza?»—Ah! la curiosità la spinge, l'apre:
non c'era niente, gua', altro che un armadio. Ehn? L'apre, e gli va
di sotto una di quelle palle, che gli aveva dato l'Orco. Disperata,
più che la lavava, eh gua'! sempre l'istessa, anzi più brutta. Torna
l'Orco. Dice:—Dove sono le palle che t'ho date?»—E la poverina le fa
vedere.—«Ah briccona!»—dice l'Orco. La prende per un braccio e la butta
di sotto da quest'armadino dov'era andata la palla. Non fa discorsi,
che! Si vede che quest'armadio era un pozzo dove ci buttava l'Orco
tutte le creature. Venghiamo a' genitori che mandano a cercare questa
bambina per quell'altra sorella, disperati. E la chiama, chiama;
il panierino c'era nel giardino, ma la bambina non v'era, perchè
era morta, l'Orco l'avea buttata di sotto. Sentendo così chiamare e
piangere, s'affaccia l'Orco e dice:—«Cos'hai, bambina?»—Eh la mia
sorella,»—dice—«era mandata a prendere il cavolo...»—e gli fa tutta
la spiegazione.—Vien su!»—gli dice l'Orco—: «tu starai bene.»—Gli
dice l'istesso come aveva detto a quell'altra. Sta bambina la va su,
già! E lui gli dà le stesse tre palle, come sopra, gli dice l'istesse
parole:—«Padrona di tutto, fuori che di qui.»—Quando l'è andato via
segue l'istesso: la si affaccia e gli cade la palla. Quella bambina
era disperata più che mai; la piangeva; aveva pensiero de' genitori.
E così tanto disperata si mette a lavare, e gli vien di su come a
quell'altra, anche più inzuppata di sangue. E così l'Orco che torna
e vede la palla peggio:—«Oh! briccona!»—gli fa:—«Vieni! vieni!»—La
prende e la butta di sotto come quell'altra, nell'istesso dove le
aveva detto che non ci andasse. Veniamo ora parimenti a' genitori:
disperati gua'! Mandarono l'ultima bambina:—«Vai te a farci questa
carità; a sentire quel che n'è delle tue sorelle.»—La va nel giardino,
la trova i panierini, ma le bambine non ci erano. Si mette a urlare:
la le chiamava per nome. S'affaccia l'Orco e gli dice:—«Che vuoi?
Vien su: tu starai bene.»—Questa bambina:—«Ah! non ci sarebbe male! C
è il babbo e la mamma inconsolabili di dolore che urlano! Ah bisogna
che vada a casa.»—«Vien su!»—dice—: «tu starai bene: poi ti manderò
a casa.»—Questa bambina la sale. E gli dà le solite tre palle d'oro,
e dice:—«Padrona (come ti ho detto) tu vedi, di tutto; fuori che di
questa stanza.»—Ma quando l'Orco è andato via, questa bambina che era
più furba, la prende le palle e le ripone prima di entrare nella
stanza. Era più furba delle sorelle e la seppe fare. L'apre la stanza
e dice:—«Sciocco! o che c'è in questa stanza?»—E vede quest'armadino;
la l'apre e sente:—«Oohn! oohn!»—«Chi c'è»—dice—«costaggiù?»—«Siamo
due bambine!»—dice.—«Ci han mandato il babbo e la mamma a prendere
il cavolo!»—Le fanno tutto.—«E l'Orco ci ha chiamate, ci ha date
tre palle, e una la c'è caduta affacciandoci. E lui quando è torno
che ha veduto sciupata la palla, ci ha buttato di sotto.»—Ahn
poverine!»—dice—«Voi siete le mie sorelle! Ahn poverine!»—Disperata,
cerca delle funi, perchè queste bambine s'imbrachino e la le tira su.
E così che lei dopo la le mise in una stanza segregata, che l'Orco non
se n' avvedesse. La gli prepara da mangiare, la le custodisce e poi
lei la vien via. Prende le sue palle e si mette ad aspettare l'Orco.
E così l'Orco che torna:—«Dove sono le palle?»—«Eccole!»—dice.—Oh
brava!»—dice—«Ora ti voglio bene. E starai sempre bene.»—Dunque tutti
i giorni lui andava fuori e lasciava lei sempre. E lei, l'andava a
custodir le sue sorelle. Venghiamo un giorno. Gli dice l'Orco:—Tu non
sai? Io non mojo mai.»—Lascio dire che dolore ha la ragazza. Come
aveva da fare ad andare da su' padre e con quelle sorelle? Ma non
gnene diede a divedere all'Orco.—«come mai?»—dice.—«Perchè la mia
anima è in un guscio d'ovo[3].»—Lei ha dolore, ma non lo mostra: ed
invece lei la gli dice:—«Oh bella cosa che voi non moriate mai! Quanta
felicità per me!»—Un giorno la si mette malinconica, senza mangiare,
senza far niente.—«O cos'hai?»—dice l'Orco—«che non mangi?»—«Ho
quel ch'i' ho. Voi mi dicesti che voi non morite mai. Ma non è
possibile,»—dice—«subito che l'ovo un po' di sudiciume vi sarà drento;
che sarà quello che vi farà morire. Io bramerei di vederlo, se sarà
sudicio o pulito per la quale. Bramo di vedere: quando s'è visto, son
più tranquilla, gua'!»—«Ah briccona!»—dice—Tu mi vuoi tradire!»—gli
dice l'Orco.—«Ah vi pare? A voi? Un benefattore a questo punto, ch'io
voglia tradirlo? Ora? Impossibile!»—Insiste, insiste: quest'omo viene
e gli fa vedere l'ovo; e lo teneva strinto lui nella mano perchè ella
non lo toccasse. E mentre lei lo guarda—«Il sudiciume?»—dice.—Guardate
se v'è li? Guardate quello scuro se c'è lì drento? che sarà quello che
vi farà morire.»—Lui dice:—«Indove?»—lui.—«Ecco lì, non lo vedete?»—In
mentre fa:—«Eccolo lì»—che la dice; la gli dà una spalmata, cade l'ovo
e l'Orco riman morto. Ahn, quand'egli è morto, la corre dalle sorelle
e dice:—«Venite via, bambine; chè io ho ammazzato l'Orco. Ora siamo
felici.»—Così fanno una bella buca nell'orto, una buca grande e lo
sotterrano. Poi prendon le chiavi di casa, serrano e vanno in traccia
de' suoi genitori. E vanno e gli raccontano tutto il caso, preciso
come gli era seguito. Questi genitori, potete credere, la contentezza
di veder le bambine! che di poere, bisogna dire, l'eran divenute
ricchissime, perchè l'Orco era tanto ricco e rimase tutto a loro.
Andiedero alla casa dell'Orco, apersero, e divennero padrone di tutta
quella ricchezza e vissero e se la godettero e in pace sempre stettero.