XXX.

Discorso dell'Em. Cardinale E. O. Manning

Arcivescovo di Westminster.

Abbiamo detto che gli avversari sistematici degli Ebrei non devono

cercarsi nel partito che comunemente si designa col nome di clericale;

il seguente discorso pronunciato dall'Em.^mo Cardinale Manning (362), in

un _meeting_ tenuto a Londra per protestare contro i maltrattamenti cui

son fatti segno gli Ebrei della Russia, è la più eloquente conferma

delle parole nostre.

_Mylord, Signore e Signori,_

Ho spesso dovuto proporre mozioni in assemblee simili a questa, ma non

ricordo di averne mai proposto alcuna con una convinzione più perfetta

della mia ragione, e con un più completo assenso della mia coscienza.

Prima di continuare sarà forse miglior consiglio leggervi questa mia

mozione. Essa è così concepita:

“Questa Assemblea, pur riconoscendo di non aver nè diritto, nè desiderio

di ingerirsi negli affari interni di un altro paese, e pur desiderando

che le relazioni le più amichevoli tra l'Inghilterra e la Russia vengan

continuate, crede suo debito manifestare l'avviso, che le leggi della

Russia che risguardano gli Ebrei, tendono ad avvilirli agli occhi della

popolazione cristiana, e ad esporre gli Ebrei russi ai furori di una

ignoranza fanatica.”

Io non ho bisogno di dirvi che noi non siamo qui adunati per uno scopo

politico. Se vi fosse la menoma traccia di politica, io non sarei qui. È

perchè io credo che noi siamo ben al disopra delle passioni e delle

lotte politiche, che noi siamo nella serena regione delle simpatie e

della giustizia umana che oggi io mi trovo qui. Posso anche dichiarare

che nulla è più lontano dalle mie intenzioni — sono convinto che voi

siete del mio avviso — che di far cosa che fosse come una infrazione a

quelle leggi di pace, d'ordine e di mutuo rispetto che uniscono le

nazioni fra di loro o di tentare d'intervenire o d'ingerirsi nella

legislazione interna della Russia (_applausi_). Io sono anche costretto

a dichiarare che partecipo di tutto cuore ai sentimenti di venerazione

espressi dal nobile Conte [di Shaftesbury] verso la Famiglia Imperiale

di Russia. Non si può aver osservato quella famiglia durante questi

ultimi anni, non si può pensare alla posizione dell'Imperatore attuale

senza provare una profonda simpatia che ci impedisce ogni intenzione di

usare una sola parola che possa ferire l'animo dello Czar (_applausi_).

Io posso adunque dichiarare in modo assoluto che non una delle mie

parole — e credo poter parlare in nome di voi tutti — si scosterà

intenzionalmente dalla venerazione dovuta ad una persona gravata d'una

responsabilità così pesante come quella che è toccata in sorte

all'Imperatore di Russia. Di più posso dire, pur non volendo toccare

alla questione della legislazione interna della Russia, che esistono

leggi più forti di tutta la legislazione russa, leggi che sono

egualmente imperative a Londra, a Pietroburgo ed a Mosca, — le leggi

della umanità, della natura e di Dio, che sono il fondamento di tutte le

altre leggi; e se in una legislazione qualsiasi esse sono poste in non

cale, tutte le nazioni dell'Europa cristiana, tutta la comunione degli

uomini civili e cristiani, avranno all'istante il diritto di protestare

apertamente contro di essa (_applausi_).

Ed ora bisogna che io tocchi un argomento che, lo confesso, mi ha recato

molto dolore. Noi abbiamo tutti seguito durante un anno ciò che in

Germania si chiama il movimento antisemitico. Io provo, guardandolo, due

sentimenti: prima un sentimento d'orrore, perchè tende a rovesciare i

fondamenti della vita sociale, poi un sentimento grandissimo di paura,

perchè può tendere ad eccitare ancora l'odio che ha già fatto esplosione

in Russia e che potrebbe estendersi maggiormente. Ho letto con molto

dispiacere un elaboratissimo articolo, pieno, non vi ha dubbio, di

osservazioni esatte, scritto in Prussia e pubblicato nel _Nineteenth

Century_, in cui si descrivono le animosità sociali, le gelosie e le

rivalità che dominano ora in quel paese. Leggendo questo articolo, il

mio primo sentimento fu il dolore di vedere che il potere e la forza

dell'Antico Testamento, sieno nel Ducato di Brandeburgo così superiori

al Nuovo. Io sono afflitto vedendo che una società imbevuta di

razionalismo non abbia abbastanza cristiana dottrina, cristiano potere,

cristiano carattere e cristiana virtù, per rendere impossibile che il

popolo ebreo per quanto sia colto, raffinato, laborioso ed energico,

faccia tremare la società cristiana di quel grande Regno. Ho letto, del

pari con dolore, le narrazioni sulla condizione degli Ebrei russi e le

accuse di cui sono l'oggetto. Se vi accenno prego i miei amici israeliti

che mi ascoltano di credere che le respingo con incredulità e disgusto.

Leggo che la causa degli avvenimenti in Russia, è che gli Ebrei fanno

dei mestieri infami, che sono usurai, immorali, demoralizzatori e non so

che altro ancora. Leggendo quelle accuse io mi chiedevo: l'oltraggio è

forse un rimedio? Si potranno forse guarire con l'oltraggio,

l'assassinio, le abbominazioni di ogni specie? Non imitano essi quelli

che dovrebbero insegnar loro una morale più alta? E dato pur fosse vero,

locchè non credo, che essi fossero in queste condizioni, non gravitano

forse su di loro leggi deplorevoli? Vi ha cosa che maggiormente

avvilisca gli uomini che il precludere alla loro energia, alla loro

intelligenza, alla loro industria, tutte le carriere onorevoli della

vita (_applausi_). Vi ha cosa che maggiormente degradi od irriti l'uomo

che il dirgli: “voi non potete andar oltre questo limite — voi non

potete accostarvi a più di quindici miglia da questo confine; — voi non

potete dimorare in questa città — voi siete costretto a dimorare in

questa provincia?” (_applausi_). Non so se vi sia qualcuno che possa

credere che tutta la popolazione non sia colpita in fondo all'anima da

tali leggi, e se è possibile il renderla peggiore questo è certamente il

modo di riescirvi. Si fanno questi rimproveri agli Israeliti russi.

Perchè non si fanno anche agli Israeliti tedeschi? Gli autori del

movimento antisemitico confessano essi stessi che gli Israeliti in

Germania sono superiori ai loro concittadini (_applausi_). Perchè simili

accuse non si muovono contro gli Israeliti francesi? (_applausi_). Vi ha

una carriera di utilità pubblica, una via di onore civile o militare

nella quale gli Israeliti non abbiano camminato a fianco dei loro

concittadini? Se queste accuse si fanno agli Israeliti della Russia, chi

vorrebbe farle a quelli d'Inghilterra? (_vivi applausi_). Per

rettitudine, coltura, generosità, carità, per tutte le grazie e per

tutte le virtù insomma che abbelliscono l'umanità, dove si troveranno,

io lo domando, esempi più brillanti, più pieni della vera grandezza

umana, che in questo ramo della razza ebraica? (_Applausi immensi._ Una

voce grida: _Grazie!_).

Ed ora ci si dice che non devesi prestar fede alle narrazioni di quelle

atrocità. Io domando se nei giornali del continente si stampassero

lunghe e particolareggiate narrazioni di omicidii, di rapine e di altre

atrocità commesse nelle parti le più frequentate di Londra, se si

asserisse che il Lord Maire vi ha assistito, che la polizia è rimasta

inoperosa, che le guardie della Torre hanno fatto causa comune colla

folla, voi o Mylord [il Lord Mayor di Londra, che presiedeva

all'adunanza], ringraziereste, credo, chiunque vi fornisse occasione di

smentire simili racconti. Ebbene io dico che noi, con quanto facciamo,

rendiamo un gran servigio alle Autorità ed al Ministero russo, e credo

che ciò sarà una consolazione pel gran principe che regna su quel vasto

impero (_applausi_). Ma supponiamo un istante che queste cose siano

vere — ed io non appoggio la mia ipotesi della credibilità di quei fatti

su quanto ne stamparono il _Times_ o la _Pall Mall Gazette_ che se ne è

resa garante. — Io ne ho delle prove in mano (_applausi_). Donde le

traggo? Da un documento ufficiale del Ministro dell'Interno, il generale

Ignatieff. Nella mozione che io vi ho presentato si parla delle leggi

della Russia rispetto ai sudditi Ebrei. Io non pretendo esser giurista

nel diritto inglese ed ancor meno nel diritto russo; io non pretendo

decidere ciò che siano su questo punto le leggi della Russia, e non

saprei che dire su questa mozione, se non avessi in mano un rescritto di

una grande importanza. Spero che non lo si dirà falso. Queste orribili

atrocità durarono i mesi di maggio, giugno e luglio. In agosto comparve

questo documento. Comincia coll'affliggersi e col desolarsi, ma di che?

Delle atrocità forse che furono commesse contro gli Ebrei, sudditi dello

Czar? Oh no! ma bensì _della triste condizione dei Cristiani nelle

provincie meridionali_. Poi dice che la principale causa di questi

_movimenti e tumulti_, come li chiama, ai quali _la nazione russa era

sino ad ora rimasta straniera_, è una causa commerciale; continua

dicendo che la condotta degli Ebrei provocò delle proteste da parte del

popolo il quale _manifestò la sua indignazione_; ed in che modo? lo si

crederebbe? colla violenza ed il saccheggio. Infine il Ministro

dell'Interno ci dice che _il paese è esposto a dei segreti intrighi, che

sono, come è noto, la vera causa dell'agitazione_. Se la forma di questo

documento è calma, la rettorica e le insinuazioni vi sono incendiarie,

ed io duro fatica a comprendere come il popolo Russo, avuto questo

rescritto nelle mani, non siasi trovato incoraggiato a continuare nelle

sue violenze (_applausi_). Il documento continua e dice: “_Abbiamo

nominato una Commissione per eseguire un'inchiesta..._” su che? Prima di

tutto “_sui mestieri esercitati dagli Ebrei che arrecano nocumento agli

abitanti delle rispettive località;_” in secondo luogo — prego

l'Assemblea di volerlo ben notare — “_sulle cause che impediscono

l'applicazione delle leggi esistenti, che restringono i diritti degli

Ebrei di comperare e condurre terre, di darsi al commercio dei liquori

ed all'usura;_” in terzo luogo “_sulle modificazioni da introdursi in

queste leggi perchè gli Ebrei non possano più eluderle, e sull'esame

delle nuove leggi che sarebbero necessarie per metter fine alla loro

perniciosa condotta._” Finalmente oltre le risposte a tali questioni

dovevansi riunire notizie: 1º sull'usura esercitata dagli Ebrei nei loro

affari coi Cristiani, nelle città, borghi e villaggi; 2º sul numero

delle osterie; 3º sul numero delle persone attualmente al servizio degli

Ebrei; 4º sull'estensione dei loro terreni ed infine sul numero degli

agricoltori ebrei. Ecco dunque le leggi russe concernenti gli Ebrei

dell'Impero. Io vorrei chiedere qual rimedio sia possibile per una

popolazione sottoposta ad un simile regime. Forse nell'accrescimento

delle penalità? o nella incapacità di possedere terreni? o nella

proibizione di mandare i giovinetti israeliti negli stabilimenti

d'istruzione superiore? Tutto ciò venne fatto. Ma io credo che il

rimedio sia in questi due provvedimenti: primo, l'applicazione formale

della legge cristiana in tutta la sua intierezza. Non è con simili leggi

che i Cristiani hanno guadagnato il mondo ed acquistato il regolare

potere di amministrare la giustizia fra gli uomini, e non sarà che con

leggi diverse che il gran potere imperiale della Russia riunirà la

popolazione dell'impero ai suoi sudditi israeliti (_applausi_). L'altro

rimedio è la condanna severa e rigorosa di tutti i malfattori, unita

alla concessione, del paro ferma, di tutti i diritti che la legge

naturale e divina accorda ad ogni uomo. Ciò è necessario per proteggere

la vita e le persone, la loro sicurezza ed i loro beni, ciò costituisce

la libertà umana, tutto ciò — e nulla di meno — è necessario per

prevenire i mali di cui si lagna il Ministro dell'Interno.

Voi avete parlato, o Mylord, con gran fiducia dei risultati che vi

attendete da questo _meeting_. Non facciamoci soverchie illusioni. Se ci

immaginiamo che esso ponga fine alla questione, sicchè dopo potremo

tacere, temo che l'effetto non sarà quale lo desideriamo. Ma non

scoraggiamoci neppur troppo. Son d'avviso che in tutta l'Inghilterra,

posso dire in tutta la Gran Brettagna, questa Assemblea troverà eco

(_applausi_). Manchester e Birmingham hanno già cominciato e dovunque si

parla inglese, si saprà ciò che oggi fu qui detto con tanta eloquenza.

Io credo che in questo momento un simile _meeting_ sia adunato a New

York (_applausi_). Ciò che qui si dice verrà tradotto in tutte le lingue

d'Europa, e la voce di quanto abbiam fatto varcherà anche i confini

della Russia. Nè si potrà trattenerla, più di quanto si possa trattenere

la luce e l'aria in qualsivoglia parte del mondo dove sianvi sentimenti

umani, le dichiarazioni fatte qui ed altrove troveranno un'eco che

contribuirà a por fine a queste orribili atrocità.

Non ho più che una parola a dire. Ho tentato di trattare questa

questione con un modo giusto e calmo. Ho parlato della importanza di una

giustizia politica eguale per tutti, arrossirei di terminare senza dire

una parola di quanto deve risvegliare fortemente le simpatie cristiane.

Vi ha un libro, che è proprietà comune della razza di Israello e di noi

Cristiani. Questo libro ci stringe in un vincolo comune, ed in quel

libro io leggo che il popolo di Israello è il più antico popolo del

mondo. La Russia, l'Austria, l'Inghilterra non datano che da ieri in

confronto di questo popolo imperituro che — con una inesauribile

vitalità, con tradizioni immutabili, colla sua fede in Dio e nelle leggi

di Dio, disperso su tutto il globo, passando a traverso il fuoco senza

bruciarsi, trascinato nel fango senza insozzarsi — è ancora qui in mezzo

a noi, come un testimonio ed un avvertimento. Noi abbiamo con lui un

patto di fraternità. Il nuovo Testamento ha nel vecchio la sua base. Gli

Ebrei accettano la metà delle credenze per cui noi daremmo volentieri la

vita. Confessiamo adunque che essi sono uniti a noi in una simpatia

comune. Io leggo in quel libro queste parole: “Io sono infiammato da un

gran corruccio contro le nazioni possenti e ricche, perchè io era un po'

irritato contro Israele ed essi aumentarono la sua afflizione.” Ciò vuol

dire: “Il mio popolo era disperso; ha sofferto disgrazie inaudite ed

inconcepibili, e le nazioni che erano potenti, che erano ricche e che

avevano il potere, lo hanno colpito ed hanno aumentato l'afflizione di

cui già soffriva.” Io spero non vi sia in tutta Inghilterra una persona

che si dica civile e cristiana che possa avere il cuore di accrescere

con una sola parola le sofferenze di questo popolo così grande, così

antico e così afflitto, ma spero che coi nostri sforzi, colla nostra

parola, colla nostra preghiera, faremo quanto è in noi per diminuire, se

è possibile, quelle atrocità od almeno per non associarvisi mai. (_Lungo

scoppio di applausi_).

(362) L'Eminentissimo Manning figurava coi principali personaggi della

Chiesa Anglicana e col fior fiore della Società londinese fra i

promotori del _Meeting_.

Pro Judaeis: Riflessioni e Documenti · 第 80 / 85 题