Die XXII aprilis — Jndictione VIII, 1475.
Copia tratta dal Registro originale della Cancelleria di Padova segnato
col N. XXVI — e chiamato _Registro Verde_. Si conserva nell'Archivio
Antico annesso al Museo Civico.
(343) A che fine? Risponda per noi un contemporaneo e precisamente un
Sacramorus, ambasciatore milanese a Roma e Protonotario apostolico, il
quale scrivendo da Roma, a Cicco Simonetta, segretario del Duca di
Milano, in data 7 agosto 1475, vien fuori, a proposito di questo fatto,
con queste precise parole: “... èt il prefato nostro Signore manda el
vescovo de Ventimiglia a Trento per vedere et examinare questo che se
scrive, acciò che se pur sia vero, e non sia appetito de qualche
roba...” (Cfr. _Bollettino Storico della Svizzera Italiana_; anno IV:
gennaio-febbraio 1884, pag. 21). Il fine dunque si sospettava fin
d'allora, ed era quello che noi siam sempre venuti dicendo: _Appetito de
qualche roba_, come diceva quel buon Sacramorus, per non dire netto e
schietto il desiderio di derubar le vittime, calunniandole.