ella mai stata una Villa regia, come Corte d'Olona nel Pavese, e
Cassano presso Adda detta Corte di S. Ambrogio nell'877? Tutto m'è
scuro. Forse i Torriani, che signoreggiaron Valsasina, vi misero tal
nome, perchè Moschino prese in moglie una figlia d'Ottone di Corte
Nuova. Da questi Torriani per mezzo d'Areco, e d'Arechino deduceva
la sua discendenza il nostro conte Anton Gioseffo della Torre di
Rezzonico, come dimostrollo l'avvocato Giovanni Sironi di Scozia nella
vita del Beato Antonio della Torre scritta dal P. Giambattista Cotta,
ed impressa in Perugia nel 1730. Quindi anche il La Lande nel suo
viaggio d'Italia favellando di Parma dice, che il sullodato Conte allor
vivente a quella Corte venisse dai Torriani.
[60] Nello scorso anno 1816 si è nottetempo staccato un masso della
montagna, che seco strascinò il suddescritto ponte. _L'Editore._
[61] Larius = _Ibi enim maxima latitudo Larii trifariam se in diversa
proscindentis ad Pythagoreæ litteræ similitudinem_. Pittagora servissi
del simbolo della ypsilon per dinotare le due vie, che s'aprono innanzi
agli uomini, quella della virtù, e quella del vizio. Per sapere che il
Filosofo di Samo facesse uso di tal simbolo, mi convenne, come accade
talvolta anche nelle cose più facili, scartabellare di molti libri,
onde quasi per l'ypsilon sagrificar potrei il centesimo dell'_Ecatombe_
(_cento buoi_), che svenò Pittagora alle muse pel problema sciolto
dell'Ipotenusa.
[62] Qui presso avvi una bella fabbrica di lastre e di vasi di vetro
d'ogni maniera, di proprietà de' signori Venini. _L'Editore._
[63] In questa valle sul monte Codeno fu dove la nostra sig. Elena
Perpenti trovò la nuova Campanula _Raineri_, di cui veggasi la Bibl.
Ital. fascicolo di novembre 1816. _L'Edit._
[64] I signori fratelli Mauri hanno in Lecco recentemente ampliato
il loro albergo all'insegna del Leon d'oro colla maggior possibile
proprietà, comodi alloggi, scuderie, rimesse. Quindi vagheggiasi lungo
tratto amenissimo del Lago. _L'Editore._
[65] Così accostumarono d'appellarlo gli storici, ma egli era Marchese,
e per vezzo usavasi il diminutivo. La di lui famiglia fiorisce in
Cremona.
[66] Vedi le pagine 80 e 84.
[67] Opere T. VI ediz. di Livorno pag. 85 e 86. Può vedersi anche la
nota 21 e 22 nell'Elogio del Palladio scritto dal Conte G. B. Giovio.
[68] Prima di giungere a queste due ville vedesi alto torreggiare il
magnifico palagio del defunto Duca Melzi d'Eril. Quivi ammirasi un
edifizio di gusto moderno, ornato di pitture a fresco dell'Appiani, del
Bossi e d'altri pittori non inferiori molto, non che di una raccolta
di carte de' migliori bulini. Negli ampli giardini poi ond'è cinto
d'intorno, merita parziale attenzione la statua del celebre Professore
Comolli rappresentante Beatrice che mena Dante in Paradiso, ed un busto
del tragico d'Asti di veramente maestro scarpello. _L'Editore._
[69] Il conte Taverna ha poi fabbricato una villa per buon gusto
d'architettura e pei comodi molto elegante e pregievole. _L'Edit._
[70] Stassi ora costruendo un'ampia strada atta alle carra ed a' cocchi
che dalla Brianza mena comodamente a Bellagio, ed a quest'ora sarà
praticabile. _L'Editore._
[71] »Ivi per due miglia di giro avvi una prateria, la quale ha pure
uno sbocco da Sormano per Asso e tutta vien cinta da più alte vette.
Bello è vedervi fiorir gli anemoni e i ranomoli fra non rari sorbi
da uccellatori. Le acque che vi si raccolgono hanno esito in mezzo al
piano per ampia caverna. Vuolsi che anticamente ivi fosse uno stagno.
La tradizione ci dice le gran novelle sul pian del Tivano. Il Ballarini
nella parte 3 delle sue Croniche a pag. 320 vuol che ivi Andefleda
moglie di Teodorico re fabbricasse per sue delizie un castello. Il
Tatti nel tom. I degli Annali Sagri pag. 509 impugna il racconto,
siccome non appoggiato ad antico scrittore. Ma il Ballarini narra poi
come testimonio contemporaneo, che ivi cavandosi siansi rinvenute gemme
e pezzi d'oro e medaglie d'Imperador diversi. Or per questi fatti non
ha bisogno il Ballarini d'antichi scrittori. Anche a' tempi nostri si
trovarono delle monete, disotterrate perfin dalle talpe. Ciò che più
rileva si è, che copiosa ivi si trova la cacciagione d'ogni genere,
e la vasta pianura posta su quella eminenza ci fa parere di vivere in
tutt'altro clima, in tutt'altre terre.« _L'Editore._
[72] Compendio delle Croniche di Como 1619. Pel Turato p. 315 e 316.
[73] Lo stesso a pag. 65, e il Tatti Annali di Como. T. III pag. 692.
[74] »La fonte che dai nomi de' due Plinj salì in tanta venerazione
è degna di tutta l'attenzione. Si ritenne molto tempo che il crescere
di lei ed il decrescere fosse così regolare che avvenisse sempre nel
periodo d'un'ora. Accade bensì questo fenomeno, ma i periodi del flusso
e riflusso sono affatto irregolari. Avvi anche memoria che siasi questa
fonte veduta del tutto inaridirsi in un anno per mancanza di pioggia, e
per lo contrario in un altro pel soverchio piovere farsi sì gonfia che
nè il flusso serbasse degl'incrementi, nè il riflusso del decrescere.
Nè è qui mio pensiero di entrare co' fisici a disvelare le cause che
la natura prodigiosa mantengono di questo fonte; non riescirà però
discaro il veder qui unita la traduzione della lettera di Plinio su
questo proposito diretta a Licinio Sura: »Tu puoi assiderti sul di lui
margine, e ber della freschissima onda, che or s'avanza, ritirasi ora.
Ponivi un anello, o che che meglio t'aggradi, in luogo secco, e il
vedrai tosto immolarsi dall'onda sorgente, e poi di nuovo restare in
asciutto... qualche aria racchiusa in grembo della terra diserrerebbe
ella, e chiuderia la sorgente di questa fontana o col premerla di
fianco, o col partirne scacciata in quella guisa appunto, che veggiamo
accadere nei fiaschi inversi, dai quali libera non n'esce l'acqua, ma
con interrompimento di resistente fiato e simil quasi a singhiozzo?
Oppure qual è dell'oceano l'indole, tal è del fonte? ed in quella
foggia che l'oceano spignesi ed assorbesi, così il picciolo umor del
fonte sopprimesi, o cacciasi fuora? Sarebbe egli mai d'esso, come de'
fiumi, i quali al mare sen vanno, e ciò non ostante o dal contrasto dei
venti o dall'incontro del flusso costringonsi a ritrocedere? Diremo
noi, che nelle ascose vene abbiavi certa capacità, onde mentre vi si
raccoglie lo sparso, impigrisca il rivo, e quando poi la capacità sia
colma, fuor ne' zampilli più snello e rigonfio? o forse avvi qualche
libramento arcano nell'antro del fonte di modo, che quando ei sia
men colmo, più agevolmente ne scorrano le acque, e per lo contrario
dal troppo impeto si trattengano quelle accresciute, e n'escano quasi
bulicame? A Te s'aspetta di scoprire, a noi d'apprendere le cause del
prodigio veraci. Io son pago, se il fatto t'esposi bene. Sta sano.»
_L'Editore._
[75] Ode XXI libro III.
[76] Come da un esemplare del Decreto Ducale e Senatorio presso di me.
[77] I begli arazzi, che pendono fra le arcate del nostro Duomo,
voglionsi appunto fabbricati a Torno. _L'Editore._
[78] Queste stazioni non esistono più, che nello Stato Elvetico.
_L'Editore._
[79] Vuolsi di più che una tal casa fosse quella, di cui sopra la Tanzi
miransi ancora le muraglie di facciata su cui serpeggia l'ellera, e
che formano un grato contrasto di anticaglia coll'elegante sottoposto
edifizio. _L'Editore._
[80] L'ultimo casino situato su questa estremità, detto _La Roda_, e
che formava parte della Tanzi appartiene ora a madama Ribier. Un bel
frutteto, un ameno viale di tigli e di platani, un comodo porto ed
altri lavori, che già vi si veggono, opera di pochi mesi, fanno fede
che sorgerà in breve altra villa emulatrice delle due veramente belle,
cui è posta in mezzo _La Roda_. _L'Editore._
[81] Il _Versailles_ del Ricci è convertito ora in una delle più belle
ville, detta _Sannazzaro_, dal nome di quella signora Contessa che vi
soggiorna. Oltre l'eleganza dell'abitazione, vi si ammira un giardino
all'inglese veramente delizioso, dove è sì folto il boschetto, che
anche di pien meriggio vi si può spaziar senza temer offesa dai raggi
solari. _L'Editore._
[82] Il marchese Cornaggia n'è l'attual possessore. Anche quivi avvi un
passeggio benissimo sotto arbori arcate, che dalla casa giunge sino al
cimitero, in cui si raccolsero gli avanzi degli appestati, di cui si
disse sopra, e dal giardino sino alla Nocetta verso Como è continuato
il viale fra ben coltivati campi e vigne; dove il _gennajo_ si scambia
appunto in _maggio_. _L'Editore._
[83] Spetta ora all'illustre famiglia Giovio. _L'Editore._
Nota del Trascrittore
Ortografia e punteggiatura originali sono state mantenute, correggendo
senza annotazione minimi errori tipografici.
End of Project Gutenberg's Viaggio pel lago di Como, by Giambattista Giovio