_Leggi fatte sopra i medici._
Cominciossi di questo mese d’agosto nel Valdarno di sotto, e in
Valdelsa, e in Valdipesa, e in molte parti del contado di Firenze e
nel suo distretto, un’epidemia d’aria corrotta intorno alle riviere
che generò molte malattie, le quali erano lunghe e mortali, e grande
quantità d’uomini e di femmine mise a terra, e assai cavalieri di
Firenze stati in contado morirono, che fu singolare cosa, e durò fino
a mezzo ottobre; e in Firenze morirono assai uomini e donne, ma de’
cinque i quattro tornati di contado malati. Fece allora il comune
per riformagione, che niuno medico dovesse andare a vicitare alcuno
malato da due volte in su, se il malato non fosse confessato, avendo
di ciò degna testimonianza, sotto pena di libbre cinquecento, e che
di ciò catuno medico dovesse fare ogni anno saramento alla corte
dell’esecutore. La legge fu buona, ma l’avarizia de’ medici e la
pigrizia de’ malati, mescolata colla cattiva consuetudine, fece perdere
l’esecuzione di quella, che se fosse messa in pratica, e tornata in
consuetudine, era gran beneficio dell’anime e santa de’ corpi.