_Come il legato prese Castelnuovo e Brettinoro._
Vinta la punga di Cesena, i cavalieri del legato baldanzosi per la
vittoria di subito cavalcarono a Castelnuovo di Cesena, e trovandolo
male provveduto alla difesa, vi s’entrarono dentro. E appresso si
dirizzarono al nobile castello di Brettinoro, il quale era fornito
di suoi terrazzani, e d’assai soldati a cavallo e a piè, e di
molta vittuaglia, sicchè poco se ne potea sperare o per forza o per
assedio. Nondimeno la gente del legato vi s’accampò intorno: e poco
stante vi si cominciò un badalucco tra quelli della terra e la gente
della Chiesa, della quale messer Galeotto Malatesta era capitano; il
badalucco durò molto, e per questo s’ingrossò da ogni parte, e per
lo soperchio della gente della Chiesa, quella del castello fu rotta.
Messer Galeotto, ch’era in ordine co’ suoi cavalieri, perseguitò
quelli che fuggivano verso la terra, e mescolossi con loro per modo,
che giunti alle porte, entrarono con quelli del castello insieme,
combattendo continovamente; e avendo seguito presso de’ loro cavalieri
e masnadieri, presono la porta e le guardie di quella, per la qual
cosa la loro gente vi s’ingrossò di subito, e venne bene a bisogno,
perocchè tutti i terrazzani e’ soldati che v’erano francamente li
combatteano, e colle pietre delle case per difendere la terra. Ma il
soperchio che vince ogni cosa, dopo la lunga e aspra battaglia, essendo
multiplicata la gente della Chiesa, e molti morti dall’una parte e
dall’altra, i terrazzani e i loro soldati furono costretti a fuggire
nella rocca; e la gente del legato presa la terra e rubata, la tennero
vittoriosamente, essendo tenuta grande maraviglia per la fortezza del
castello. Alcuni dissono, che tra’ terrazzani ebbe divisione, che
se fossono stati interi alla difesa non si potea perdere. E questo
fu l’ultimo dì di giugno detto. Presa la terra, il legato mandò di
presente molti dificii a tormentare la rocca, e cavatori per cavare
e abbattere le mura, com’altra volta avea fatto il capitano; ma avea
molto rafforzati i fondamenti con gran pietre, e molte stanghe e
cinghie di ferro, ma poco valse, che in assai breve tempo quelli della
terra feciono i comandamenti del legato, come appresso racconteremo.