CAPITOLO PRIMO.

_Il Prologo._

Chi potrebbe con intera mente nel futuro ricordare i falli, e gli

orribili peccati che si commettono per la sfrenata licenza de’ principi

e de’ signori mondani (lasciando le minori e le mezzane cose che

per loro spesso senza giustizia si fanno) se la brevità del tempo

dell’umana vita non togliesse l’esperienza, che per giustizia si

dimostra nel mondo? Si maravigliano eziandio i savi quando avvenire

veggono traboccamenti di potentissimi re e d’altri grandi signori,

de’ quali avendo memoria de’ commessi mali non ammendati per tempo

conceduto dalla divina grazia, ma piuttosto aggravati da que’ medesimi

signori e da’ loro successori per disordinata presunzione, non

recherebbono a maraviglia quello ch’avviene, ma a misericordievole

gastigamento dalla divina mansuetudine e giustizia, che per non perdere

l’anime eternalmente, temporalmente percuote e flagella, acciocchè

per le loro rovine, e pe’ loro trabocchevoli casi si riconoscano,

e correggano e ammendino. E apparecchiandosi al nostro trattato

il cominciamento del settimo libro, alcuna particella di quello

torneremo addietro, per dimostrare esempio delle cose qui narrate,

per la successione che seguita a raccontare del grave caso occorso al

re Filippo di Francia e al suo reame, e appresso al re Giovanni suo

figliuolo.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 179 / 289 题