_De’ fatti de’ collegati di Lombardia._
Erano in questo tempo collegati contro a’ signori di Milano il signore
di Mantova, il marchese di Ferrara e ’l signore di Bologna, nominati
caporali, avvegnachè assai degli altri tacitamente teneano con loro; e
avendo procacciato d’avere la compagnia al loro servigio, come detto è,
trattarono coll’imperadore d’avere capitano da lui a quell’impresa, e
l’imperadore avendo l’animo contro a’ signori di Milano, i quali avea
trovati molto potenti, avendo in Pisa per suo vicario messer Astorgio
Marcovaldo vescovo d’Augusta, uomo valoroso in arme e di grande
autorità, per non volersi scoprire manifestamente contro a’ tiranni,
concedette la libertà al vescovo, e in segreto l’ordinò suo vicario,
e a ciò li concedette tacitamente suoi privilegi, commettendoli che
ciò non manifestasse se non quando sopra loro si vedesse in gran
prosperità, sicchè con onore dell’imperio il potesse fare, altrimenti
nol facesse, ma mostrasse da sè fare quell’impresa. Costui chiamato
dalla lega de’ Lombardi si partì da Pisa e venne a Firenze, ove li
fu fatto grande onore; e senza soggiorno se n’andò alla compagnia, e
fu fatto loro conduttore, e dell’altra gente de’ Lombardi collegati;
il quale valentemente s’ordinò contro a’ tiranni, e fece grandi cose,
come appresso narreremo; ma richiedendoci innanzi alcune cose grandi
conviene che prima abbiano il debito della nostra penna.