CAP. LXXII.

_L’ordine ch’e’ Fiorentini presono per mantenere i balestrieri._

Piacendo a’ Fiorentini molto il nuovo trovato de’ balestrieri, il

fermarono con ordine, e nella città n’elessono ottocento, tutti

balestrieri provati, partendoli per gonfalone, e a venticinque davano

un conestabile, e le balestra e le corazze di catuno inarcavano del

marco del comune, e per simile modo n’elessono nel contado, dandone

secondo l’estimo cotanti per cento, e appresso nel distretto ne

feciono scegliere a catuna comunanza, terra o castello quelli che si

conveniano, tanti che in tutto n’ebbono quattromila; e ordinarono

per li loro soldi certa entrata del comune, e che catuno de’ detti

balestrieri, non andando al servigio del comune, standosi a casa

sua avesse ogni mese soldi venti di provvisione dal comune, e ’l

conestabile soldi quaranta, e dovessono stare apparecchiati a ogni

richiesta del comune; e quando il comune li mandasse o tenesse in suo

servigio, dovessono avere il mese fiorini tre di soldo, e ogni capo di

tre o di quattro mesi erano tenuti a volontà degli uficiali deputati

sopra loro, ch’erano due cittadini per catuno quartiere, colle loro

balestra e colle corazze marcate del marco del comune. E oltre a ciò,

a ogni rassegnamento gli uficiali facevano fare per ogni gonfalone

un bello e nobile balestro e tre ricche ghiere, il quale poneano in

premio e in onore di quel balestriere della compagnia del gonfalone,

che tre continovi tratti saettando a berzaglio vinceva gli altri; e

ancora così faceano ne’ comuni del contado per esercitare gli uomini,

per vaghezza dell’onore, a divenire buoni balestrieri; e fu cagione di

grande esercitamento del balestro, tanto che tra sè nella città e nel

contado ogni dì di festa si ragunavano insieme i balestrieri a farne

loro giuoco e sollazzo per singulare diporto.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 165 / 289 题