_L’ordine ch’e’ Fiorentini presono per mantenere i balestrieri._
Piacendo a’ Fiorentini molto il nuovo trovato de’ balestrieri, il
fermarono con ordine, e nella città n’elessono ottocento, tutti
balestrieri provati, partendoli per gonfalone, e a venticinque davano
un conestabile, e le balestra e le corazze di catuno inarcavano del
marco del comune, e per simile modo n’elessono nel contado, dandone
secondo l’estimo cotanti per cento, e appresso nel distretto ne
feciono scegliere a catuna comunanza, terra o castello quelli che si
conveniano, tanti che in tutto n’ebbono quattromila; e ordinarono
per li loro soldi certa entrata del comune, e che catuno de’ detti
balestrieri, non andando al servigio del comune, standosi a casa
sua avesse ogni mese soldi venti di provvisione dal comune, e ’l
conestabile soldi quaranta, e dovessono stare apparecchiati a ogni
richiesta del comune; e quando il comune li mandasse o tenesse in suo
servigio, dovessono avere il mese fiorini tre di soldo, e ogni capo di
tre o di quattro mesi erano tenuti a volontà degli uficiali deputati
sopra loro, ch’erano due cittadini per catuno quartiere, colle loro
balestra e colle corazze marcate del marco del comune. E oltre a ciò,
a ogni rassegnamento gli uficiali facevano fare per ogni gonfalone
un bello e nobile balestro e tre ricche ghiere, il quale poneano in
premio e in onore di quel balestriere della compagnia del gonfalone,
che tre continovi tratti saettando a berzaglio vinceva gli altri; e
ancora così faceano ne’ comuni del contado per esercitare gli uomini,
per vaghezza dell’onore, a divenire buoni balestrieri; e fu cagione di
grande esercitamento del balestro, tanto che tra sè nella città e nel
contado ogni dì di festa si ragunavano insieme i balestrieri a farne
loro giuoco e sollazzo per singulare diporto.