CAP. LIX.

_Come il re di Francia andò in Normandia._

Il re di Francia infocato di sdegno più contro a messer Filippo di

Navarra che gli era venuto addosso, che contro al duca di Lancastro,

sentendo che s’era ridotto nel Castello di Bertoglio sotto la guardia

degl’Inghilesi, di presente in persona si mosse da Parigi con quella

cavalleria ch’avea accolta, lasciando d’essere seguito dagli altri,

e dirizzossi in Normandia verso Bertoglio; e trovandosi con più di

diecimila cavalieri, e con grande moltitudine di sergenti, si mise

a campo presso a’ suoi nemici, a intenzione di combattere con loro.

Il conte di Lancastro avvisato guerriere, sentendosi il re appresso

con molto maggior forza che la sua, ebbe un suo avvisato scudiere e

ben parlante, il quale mandò al re di Francia, e fecelo richiedere di

battaglia. Il re allegramente ricevette il gaggio della battaglia,

facendo allo scudiere larghi doni; il quale volendo dimostrare

ch’avesse amore al re, in sul partire gli disse, che la venuta del

conte alla battaglia sarebbe innanzi dì, dicendogli, che per tempo si

dovesse apparecchiare. Il re mucciando gli disse, che di ciò non si

curava; venisse quando volesse, pure che venisse alla battaglia; ma le

parole dello scudiere furono molto piene di malizia, perocchè sapendo

che ’l conte la notte si dovea partire, disse questo acciocch’e’

Franceschi sentendo il movimento credessono che ciò fosse apparecchio

di battaglia e non di fuga, e così avvenne, che ’l conte di Lancastro,

e messer Filippo di Navarra in quella notte, facendo fare gran vista

nel campo e gran romore, chetamente si ricolsono, e partirono colla

loro gente. Il re la mattina scoperto il baratto degl’Inghilesi si

mise a oste al castello con proponimento di lasciare gli altri assalti

degl’Inghilesi, e attendere a racquistare le terre che rubellate gli

erano in Normandia. In questo tempo il duca di Guales faceva alle terre

del re di Francia grandi guerre in Guascogna, ma però il re non si

volle partire dall’assedio di Bertuglio infino a tanto che l’ebbe a’

suoi comandamenti, arrenduti al re salve le persone, e così fu fatto;

avendo il re vittoria d’avere cacciati con vergogna i nemici, e vinto

il castello.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 152 / 289 题