_Come morì messer Pietro Sacconi de’ Tarlati._
Essendo messer Pietro Sacconi de’ Tarlati d’Arezzo in età decrepita
intorno al centinaio degli anni, e malato a morte, in questi dì si
disse pubblico, ch’e’ pensò di non volere morire che non ordinasse
prima alcuno nobile fatto del suo antico mestiere: e ordinò con Marco
suo figliuolo, dicendo: Ora, che si crede che tu sia imbrigato intorno
alla mia malattia, e che altri non prenderà guardia di te, procaccia
di furare Gressa al vescovo d’Arezzo e agli Ubertini. Il figliuolo
ubbidì al consiglio del padre, e molto segretamente accolse gente, e di
furto entrò nel castello di Gressa, ma essendovi gli Ubertini forti,
per forza ne lo pinsono fuori; e forse per dolore che messer Pietro
n’ebbe s’avacciò la sua dispettosa e non contenta morte, lasciando
nuova guerra tra’ suoi Tarlati e gli Ubertini per questo furto. Pro’ e
valente uomo fu e avvisato, in fatti di guerra, ma più in operazioni di
trattati, e di furti e di subite cavalcate, che in campo o in aperta
guerra; e’ fu fortunato contro agli altri suoi nemici, e infortunato
contro al comune di Firenze, e per animosità di parte ghibellina non
seppe tener fede.