CAP. XI.

_Come morì messer Pietro Sacconi de’ Tarlati._

Essendo messer Pietro Sacconi de’ Tarlati d’Arezzo in età decrepita

intorno al centinaio degli anni, e malato a morte, in questi dì si

disse pubblico, ch’e’ pensò di non volere morire che non ordinasse

prima alcuno nobile fatto del suo antico mestiere: e ordinò con Marco

suo figliuolo, dicendo: Ora, che si crede che tu sia imbrigato intorno

alla mia malattia, e che altri non prenderà guardia di te, procaccia

di furare Gressa al vescovo d’Arezzo e agli Ubertini. Il figliuolo

ubbidì al consiglio del padre, e molto segretamente accolse gente, e di

furto entrò nel castello di Gressa, ma essendovi gli Ubertini forti,

per forza ne lo pinsono fuori; e forse per dolore che messer Pietro

n’ebbe s’avacciò la sua dispettosa e non contenta morte, lasciando

nuova guerra tra’ suoi Tarlati e gli Ubertini per questo furto. Pro’ e

valente uomo fu e avvisato, in fatti di guerra, ma più in operazioni di

trattati, e di furti e di subite cavalcate, che in campo o in aperta

guerra; e’ fu fortunato contro agli altri suoi nemici, e infortunato

contro al comune di Firenze, e per animosità di parte ghibellina non

seppe tener fede.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 104 / 289 题