_Il Prologo._
Perocchè ’l sesto libro del nostro trattato nuova e non pensata materia
di guerra nel suo principio con seguito di gran cose in breve tempo
ci apparecchia, ci fa pensare come e quanto lo stato della tirannesca
signoria è pieno d’aguati e di calamitosa vita. Le loro scellerate
operazioni sempre combattono e spesso abbattono le virtù de’ buoni: i
loro diletti sono dissimiglianti a’ buoni costumi: per loro s’abbattono
le ricchezze de’ sudditi; nimicano gli uomini che crescono nella loro
giurisdizione in magnanimità e in senno; assottigliano con incarichi la
sustanza de’ popoli: la loro sfrenata libidine non prende saziamento
dal fatto, ma quanto il piacere della vista richiede, tanta in fatto
a’ sudditi contro all’onesto debito conviene sostenere e patire.
Ma perocchè in queste e molte altre maligne operazioni le violenti
tirannie si manifestano, non richieggiono da noi nuovo raccontamento.
Ma traendone una parte assai strana nell’apparenza e assai dimestica
nel fatto, qual’è più maravigliosa vista, guardando nella tirannesca
gloria, a vedere antichi e nobili principi naturali ubbidienti a’
tiranneschi servigi, e uomini d’alti lignaggi e d’antica nobiltà usare
le mense di coloro, e prendere le loro provvisioni? Ma se guardare
vogliamo l’uscimento delle cose, quella gloria spesso si converte
in calamitosa miseria. Chi la può disegnare maggiore? che i tiranni
medesimi non sanno nè possono in alcuno riposare la loro fede, ed
eglino al continovo aspettano il cadimento del tiranno, e lievemente
si dispongono e accordano alla loro distruzione, non ostante le
sopraddette cose. E questo non si trova avvenire nelle reali e naturali
signorie, perocch’e’ loro fatti ne’ sudditi, e nelle loro virtù e cose
son contrarie a’ tiranni. Dunque come le tirannie si criano, com’elle
esaltando si fortificano e crescono, così in esse si nutrica e nasconde
la materia della loro confusione e ruina. Certo intra l’altre questa
è grandissima miseria de’ tiranni: e perocchè al presente ci occorre
alcuna cosa di ciò manifestare in fatto non di lieve movimento, come
seguirà appresso nostro volume, basti narrando quella avere fatto certa
prova al nostro proponimento.