_Come in Napoli fu romore._
A’ Napoletani parendo essere gravati de’ danari pagati per la compagnia
e d’alcune altre gravezze, del mese di novembre del detto anno, per
mostrare la potenza e la franchigia di quella città, tutti di concordia
presono l’arme, e feciono armare tutti i forestieri mercatanti e
artefici ch’erano nella città, e levarono il romore, gridando: Viva la
reina, e muoia il suo consiglio. E di questo tumulto seguitò solamente,
che la misura del sale fu alcuna cosa consentita loro migliore mercato:
convenevole prezzo di cotanto movimento, non volendosi francare
dell’antica consuetudine della loro natura, che come sono pieni di
furore per ambizioso vento, così poco mantengono l’ira, che li riduce a
pace.