_Come gli usciti di Lucca tentarono di far guerra._
Essendo per le novità sopravvenute all’imperadore in Pisa perduta agli
usciti di Lucca la speranza d’essere liberati dal giogo de’ Pisani,
secondo il trattato di cui era scorsa la fama; e veduto come fortuna
avea fatti signori della città le piccole reliquie de’ Lucchesi
ch’erano nella città in una giornata, per un poco d’ardire ch’aveano
dimostrato, se da loro medesimi non fossono stati traditi, come detto
è, trovandosi gli usciti avere ragunata alcuna moneta per la detta
cagione della speranza dell’imperadore, e parendo loro ch’e’ Pisani
fossono in dubbioso stato, s’intesono insieme i guelfi co’ ghibellini,
e’ figliuoli di Castruccio ch’erano in Lombardia promisono a tutti i
caporali delle famiglie guelfe uscite di Lucca nella loro fede, che
contro alla loro origine e’ si farebbono guelfi per trarre di tanto
servaggio la loro città; e trattarono con loro di fare ogni loro sforzo
con buona punga per rientrare in Lucca, e catuno promise di fornirsi
di gente per loro aiuto, e di cavalli e d’armi per fornire loro
impresa. E sentendo i Pisani questo apparecchiamento, si provvidono
sollecitamente al riparo. Le cose procedettono e seguirono al loro fine
come degnamente meritarono, e tosto ci verrà il tempo da raccontarlo.