CAP. XLII.

_Come i Sanesi presono e rubarono Massa._

Rimasa la signoria di Siena nelle mani degli artefici e del minuto

popolo favoreggiato dalle case de’ grandi, avendo veduto che Massa

di Maremma non avea voluto ricevere la loro signoria, e dimostrava di

volersi reggere in libertà, di subito senza provvisione, all’entrata

del mese di giugno del detto anno, in furore si mosse il popolo con

certi soldati ch’avea, e andaronne a Massa. Gl’infelici Massetani, che

stando alle difese per lo disordine di quel popolo erano vincitori,

per più disordinato modo che quello de’ Sanesi, baldanzosi uscirono

della città di Massa e affrontaronsi alla battaglia co’ Sanesi,

nella quale furono rotti e sconfitti; e fuggendo alla città, e’

Sanesi seguitandoli, con loro insieme v’entrarono dentro; e senza

misericordia, come avessono preso una terra di nemici, intesono a

rubare, e a spogliare la città di tutti i suoi beni, ch’erano pochi,

e recare in preda gli uomini, e le femmine e’ fanciulli, e raccolta

la gente, misono fuoco nella città, e menarne a Siena gli uomini, e

le femmine, e’ fanciulli, e le masserizie e l’altre cose, in gran

gloria e gazzarra di quello scondito popolazzo. E nell’empito di

questa loro vittoria corsono a Grosseto, e feciono pruova di volerlo

per forza, ma non ebbono podere d’accostarsi alle mura, e con vergogna

si tornarono addietro. Ma poi i Grossetani per fuggire la guerra

de’ loro vicini s’accordarono co’ Sanesi, e ricevettono la loro

signoria. A Montepulciano non vollono andare, perchè sentirono ch’e’

Montepulcianesi erano provveduti alla loro difesa, non ostante che per

loro si tenesse la rocca del castello, ma non potea dare l’entrata.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 46 / 289 题