_Come i Sanesi presono e rubarono Massa._
Rimasa la signoria di Siena nelle mani degli artefici e del minuto
popolo favoreggiato dalle case de’ grandi, avendo veduto che Massa
di Maremma non avea voluto ricevere la loro signoria, e dimostrava di
volersi reggere in libertà, di subito senza provvisione, all’entrata
del mese di giugno del detto anno, in furore si mosse il popolo con
certi soldati ch’avea, e andaronne a Massa. Gl’infelici Massetani, che
stando alle difese per lo disordine di quel popolo erano vincitori,
per più disordinato modo che quello de’ Sanesi, baldanzosi uscirono
della città di Massa e affrontaronsi alla battaglia co’ Sanesi,
nella quale furono rotti e sconfitti; e fuggendo alla città, e’
Sanesi seguitandoli, con loro insieme v’entrarono dentro; e senza
misericordia, come avessono preso una terra di nemici, intesono a
rubare, e a spogliare la città di tutti i suoi beni, ch’erano pochi,
e recare in preda gli uomini, e le femmine e’ fanciulli, e raccolta
la gente, misono fuoco nella città, e menarne a Siena gli uomini, e
le femmine, e’ fanciulli, e le masserizie e l’altre cose, in gran
gloria e gazzarra di quello scondito popolazzo. E nell’empito di
questa loro vittoria corsono a Grosseto, e feciono pruova di volerlo
per forza, ma non ebbono podere d’accostarsi alle mura, e con vergogna
si tornarono addietro. Ma poi i Grossetani per fuggire la guerra
de’ loro vicini s’accordarono co’ Sanesi, e ricevettono la loro
signoria. A Montepulciano non vollono andare, perchè sentirono ch’e’
Montepulcianesi erano provveduti alla loro difesa, non ostante che per
loro si tenesse la rocca del castello, ma non potea dare l’entrata.