CAP. IX.

_Come i Visconti tolsono a messer Giovanni da Oleggio il suo castello._

Essendo messer Giovanni de’ Peppoli che vendè Bologna molto confidente

a messer Galeazzo Visconti, per accattare benivolenza a’ suoi amici da

Bologna da messer Giovanni da Oleggio che n’era vicario operò tanto,

che messer Galeazzo gli rendè la grazia sua, e il castello, che per

sdegno gli avea tolto; la qual cosa fu a messer Giovanni da Oleggio a

grado, e di presente si provvide di ricchi doni, e mandolli a messer

Galeazzo, il quale gli ricevette graziosamente. Messer Maffiolo vedendo

che messer Giovanni era tornato nella grazia di messer Galeazzo,

incominciò a prendere sconfidanza di lui, e inanimossi di rimuoverlo

del vicariato di Bologna, e il suo proprio castello ch’avea riavuto

da messer Galeazzo recò cortesemente al suo governamento, e certa

provvisione ch’egli era usato di fare ogni anno a messer Giovanni per

i servigi che ricevea da lui cominciò a sostenere con dissimulazioni.

E parendogli che messer Giovanni ubbidisse più gli altri suoi fratelli

che se, avendo intendimento di mutarlo e trarlo di Bologna, copria il

suo intendimento con povero consiglio, che non sapea più; ma colui con

cui egli avea a fare era uomo astuto e avvisato, e però il fine andò

tutto per altro modo che messer Maffiolo e’ fratelli non pensarono,

come leggendo innanzi si potrà vedere.

Cronica di Matteo Villani, vol. 3 A miglior lezione ridotta coll'aiuto de' testi a penna · 第 13 / 289 题