_Come i Visconti tolsono a messer Giovanni da Oleggio il suo castello._
Essendo messer Giovanni de’ Peppoli che vendè Bologna molto confidente
a messer Galeazzo Visconti, per accattare benivolenza a’ suoi amici da
Bologna da messer Giovanni da Oleggio che n’era vicario operò tanto,
che messer Galeazzo gli rendè la grazia sua, e il castello, che per
sdegno gli avea tolto; la qual cosa fu a messer Giovanni da Oleggio a
grado, e di presente si provvide di ricchi doni, e mandolli a messer
Galeazzo, il quale gli ricevette graziosamente. Messer Maffiolo vedendo
che messer Giovanni era tornato nella grazia di messer Galeazzo,
incominciò a prendere sconfidanza di lui, e inanimossi di rimuoverlo
del vicariato di Bologna, e il suo proprio castello ch’avea riavuto
da messer Galeazzo recò cortesemente al suo governamento, e certa
provvisione ch’egli era usato di fare ogni anno a messer Giovanni per
i servigi che ricevea da lui cominciò a sostenere con dissimulazioni.
E parendogli che messer Giovanni ubbidisse più gli altri suoi fratelli
che se, avendo intendimento di mutarlo e trarlo di Bologna, copria il
suo intendimento con povero consiglio, che non sapea più; ma colui con
cui egli avea a fare era uomo astuto e avvisato, e però il fine andò
tutto per altro modo che messer Maffiolo e’ fratelli non pensarono,
come leggendo innanzi si potrà vedere.