Fu chiesto una volta a Kadìr, che la benedizione sia su di lui!,[4]
quale fosse la cosa più meravigliosa ch’egli avesse veduto durante le
sue lunghe peregrinazioni per il mondo; Kadìr rispose:
— “Una volta giunsi ad una città magnifica, una città di potenti, ricca
e gloriosa; prima di entrarvi vidi, in un piccolo giardino, un uomo che
raccoglieva certe sue frutta. Mi soffermai e gli chiesi:
— Dimmi: sai tu da quanti mai anni sia sorta la città dei magnifici?
Egli si rivolse, mi guardò e rispose:
— Sia gloria a Dio! Essa è sempre stata nei tempi dei tempi. Sorse dopo
il diluvio; impererà in eterno!
Partii. Dopo qualche anno, tornato sul luogo, gli occhi miei si
affaticarono invano a ricercare le torri e le mura, le cube e i
minareti: dov’era la città dei magnifici?... Io non vedevo che un
immenso prato smeraldino.
Un pastore seguiva il suo gregge. Mi avvicinai; gli chiesi:
— Sai tu da quanto tempo fiorisca questo prato fra gli alberi e le
paludi salate?
Il pastore levò gli occhi e mi guardò sorridendo. Rispose:
— Nei tempi dei tempi!
Ripresi il cammino, l’eterno cammino mio.
Dopo molti anni ancora, non so più quanti, ebbi a ritornare nello
stesso luogo, e vidi con mio grande stupore che anche il prato era
scomparso. Il mare ne ricopriva l’immensa distesa. E vidi uomini che
si tuffavano nell’abisso dell’acqua e ne sortivano recando perle e
coralli; vidi altri tender reti ed altri giungere e partire su le
velivole navi.
Chiesi ad un vecchio:
— Sai tu da quanto tempo si naviga e si pesca in questo luogo?
Rispose:
— Nei tempi dei tempi! Da quando il sole riluce„.