VI.

Ora la storia di queste tre varie o forze o elementi, l’ecclesiastico,

il cavalleresco, il nazionale, e dell’accordo e della discordia tra il

misto elemento ecclesiastico e l’elemento nazionale complesso i quali a

diversi fini incontraronsi in una azione medesima, e dell’opera loro di

modificazione su l’elemento cavalleresco il quale in Italia fu soltanto

e sempre soggetto e materia, e dell’ultimo e final dissidio, dopo un

momento di armonia, tra que’ due primi elementi, e della scissione

dell’elemento nazionale vittorioso ne’ suoi due principii, il romano

e l’italico, il dotto e il popolare, e dell’ultima armonia di essi

due principii signoreggianti oramai nell’ideal della forma tutta la

materia soggetta del medio evo; questa storia, dico, è la storia della

letteratura italiana. Da Arnaldo al Savonarola, da Francesco d’Assisi

a Filippo Neri, da’ due Landolfi e da Falcando al Machiavelli e al

Guicciardini, dalla traduzione della Tavola rotonda e dal Febusso e

Breusso all’Ariosto, da Dante o meglio da Giacomino di Verona al Tasso,

dal Novellino al Bandello e al Giraldi, da Folgore di San Gemignano al

Berni, da Albertano al Castiglione, da Lorenzo vernense e da Arrigo

settimellese al Fracastoro al Vida al Flaminio, da Nicolò pisano e

da Cimabue a Michelangelo e a Tiziano, è perennità, è continuità, è

processo e progresso di svolgimento e di moto.

Pagine di storia letteraria · 第 24 / 157 题