— Ebbene! signore, disse Morrel lasciandosi ricadere sul suo seggio,
avete tutto veduto ed inteso, non ho più altro da aggiungere.
— Io ho veduto, disse l’inglese, che vi è sopraggiunta una nuova
disgrazia, immeritata come le altre, e ciò mi ha confermato nel
desiderio di esservi aggradevole. — Oh signore! disse Morrel. —
Vediamo, continuò lo straniero, sono uno dei vostri principali
creditori, n’è vero? — Voi siete almeno quello che possiede le cambiali
a più corta scadenza.
— Desiderate voi una dilazione per pagarmi? — Una dilazione potrebbe
salvarmi l’onore, disse Morrel, e per conseguenza la vita. — Quanto
tempo desiderate?
Morrel esitò:
— Due mesi, diss’egli. — Bene, fece lo straniero, ve ne darò tre. —
Ma, credete che la casa Thomson e French... — State tranquillo, prendo
tutto sopra di me. Oggi siamo ai 5 giugno?
— Sì. — Ebbene, rinnovatemi tutti questi biglietti al 5 settembre, e
il 5 settembre ad ore 11 del mattino mi presenterò da voi. — La pendola
in quel momento segnava appunto le 11 precise. — Vi aspetterò, signore,
disse Morrel, e sarete pagato, o io sarò morto.
Queste ultime parole furono pronunciate a sì bassa voce che lo
straniero non potè intenderle. Le cambiali furono rinnovate; vennero
stracciate le antiche, ed il povero armatore si trovò almeno ad
avere innanzi a sè tre mesi per potere riunire le sue ultime risorse.
L’inglese ricevette i suoi ringraziamenti colla flemma particolare
alla sua nazione, e prese congedo da Morrel, che lo ricondusse
benedicendolo, fino alla porta. Sulla scala incontrò Giulia; la
giovinetta faceva sembiante di discendere, ma in realtà lo aspettava.
— Oh! Signore! disse ella giungendo le mani. — Madamigella, disse lo
straniero, voi un giorno riceverete una lettera firmata... SINDBAD IL
MARINARO... fate appuntino ciò che vi dirà questa lettera, per quanto
strana vi possa sembrare la raccomandazione. — Sì, signore, rispose
Giulia. — Mi promettete voi di farlo? — Ve lo giuro. — Basta così!
addio madamigella; siate sempre buona e savia fanciulla come siete, ed
ho fiducia che Iddio vi ricompenserà, dandovi per marito Emmanuele. —
Giulia mandò un piccolo grido, divenne rossa come una ciliegia, e si
attenne al passamano per non cadere. Lo straniero continuò il cammino
facendole un gesto di addio. Nel cortile egli incontrò Penelon che
teneva un rotolo di cento fr. in ciascuna mano, e che sembrava non
potersi risolvere a portarli via.
— Venite, amico mio; gli diss’egli, ho bisogno di parlarvi.