Fenomeni di movimento Gravitazione —
kepleriano — Fenomeni Eterodinamia — Vita —
fisico-chimici — Fenomeni Anima animale — Anima
REGNO UMANO vitali — Fenomeni di umana.
movimento volontario —
Fenomeni di moralità e
di religiosità.
Il Quatrefages, come si vede dallo specchietto, fonda il regno umano
sulla moralità e sulla religiosità; ma noi abbiamo già dimostrato
che mentre da un lato non tutti gli uomini hanno idee di morale e
di religione, dall’altro lato vi sono animali, in cui si rinvengono
delle vestigia di queste idee. Il regno umano non sembra quindi
ammissibile. Anche il Simoncelli[408] combatte le opinioni del
Quatrefages che ritiene scaturite da una base errata. «Quando si ha
generalmente concesso, egli dice, che l’intelligenza dei bruti è
della medesima natura dell’intelligenza umana, chi è che non vede che
con ciò si ha anche conceduto implicitamente che nei bruti c’è una
volontà relativa bensì, ma sempre della medesima specie di quella che
è nell’uomo?» Fatta quella concessione, che invero mi sembra giusta,
il Simoncelli ritiene che non si possa negare che le idee di moralità
e di religiosità esistano anche negli animali «almeno in uno stato
rudimentale relativo al grado di intelligenza». Il Simoncelli, che
considera l’istinto, l’intellettività animale e l’intelligenza umana
non come aspetti diversi della medesima facoltà, ma bensì come tre
facoltà perfettamente distinte tra loro, si scosta assai più dagli
evoluzionisti del Quatrefages; in ogni modo, sarebbe assai utile ed
opportuno che i nostri avversari, prima di combatterci, si mettessero
d’accordo fra loro, perchè in tal guisa la discussione sarebbe assai
semplificata.
L’opinione generalmente accettata dagli evoluzionisti si è, che l’uomo
costituisca una famiglia separata nell’ordine dei Primati; essa fu
esposta dall’Huxley nel 1863 e venne accolta anche in un recente
libro di testo[409], nel quale l’ordine dei Primati è suddiviso nelle
seguenti famiglie: Arctopitheci, Platyrrhini, Catarrhini e Anthropidae,
alla quale ultima appartiene l’uomo (_Homo sapiens_). Della
classificazione dei Primati si occuparono, fra altri, l’Haeckel[410] ed
il Mivart[411], e le tabelle I e II che seguono ci fanno vedere i loro
concetti. Si osservi che nella tabella II non sono compresi i Lemuridi,
cui Haeckel assegna un posto lontano dalle scimie. Ma io credo che
si possa esitare ad accogliere la su esposta opinione dell’Huxley,
quantunque sia stata approvata, oltrechè da Haeckel e Mivart, anche da
Darwin, Seidlitz, Jäger, Dodel ed altri. La ragione di questa esitanza
si è, che effettivamente l’uomo si distingue da tutte le scimie per
la sua dentiera chiusa e per l’incesso eretto, due caratteri, i
quali, come sopra abbiamo dimostrato, abbracciano un intero sistema
di strutture. Huxley dice che la differenza tra l’uomo e le scimie
antropomorfe è minore di quella che corre tra queste scimie ed altre
inferiori; un tale asserto è vero riguardo ad alcuni caratteri, non
vero riguardo ai due caratteri su esposti.
Tabella I.