Sono passati molti anni da quel giorno. Poco dopo morì la mia buona
suocera in Valtellina: noi abbiamo appigionate le terre, e siamo venuti
a prendere stabile dimora a Milano, nella casa ereditata dallo zio
canonico dirimpetto ai nostri figli e nipoti, la serie dei quali si è
arricchita di due maschi, Azzone e Daniele, e dell'ultima bambina, che
si chiama Agata.
La povera nonna Savina è mancata ai vivi nel mese decorso.
Incaricato da mio genero di ricercare un documento di famiglia in un
armadio di sua madre, che egli non osava dischiudere per non inasprire
la ferita troppo recente, io andavo rovistando con mano tremante le
carte della defunta, quando mi capitò sotto gli occhi un involto legato
da un nastro nero.
Avendolo aperto, cadde sul tavolo il mazzetto di mammole ed eliotropii
colla rosa nel mezzo, che io le aveva gettato dalla finestra nella mia
gioventù.
Diseccato dagli anni, non aveva ancora perduto ogni profumo. Lo tenni
lungamente fra le mani piangendo. Era il mio ultimo tributo al passato.
Un mazzetto di fiori secchi, bagnati di lagrime... ecco quanto restava
d'un primo amore!...
Però quel mazzetto, reliquia insignificante ai profani, era per il mio
cuore pieno di eloquenti e supreme rivelazioni.... In esso io leggeva la
seconda parte del romanzo della mia vita... la più interessante, ma che
resterà inedita per sempre... Essa non mi appartiene, è il segreto d'un
nobile cuore coperto da un drappo funebre.... Io non ho nè la potenza di
far rivivere quel cuore, nè il diritto di profanare un morto con postume
inquisizioni.
Ho narrato la sola parte che mi riguarda nell'interesse de' miei nipoti.
Leggendo un giorno il racconto del nonno potranno forse sfuggire a quei
sottili prestigi che affascinano l'incauta gioventù con allucinazioni
che sembrano inoffensive, ma che talvolta esercitano una fatale
influenza su tutta la vita.
Voglia il cielo preservare i miei cari dal benchè minimo pericolo,
rendendoli modesti e prudenti in gioventù, e sempre virtuosi, assennati
e felici, fra le cure operose del loro stato e nella pace della vita
domestica.
Villa Saltore, 25 maggio 1874.