Quando _Storia Fosca_ venne pubblicata la prima volta parecchi critici,
parlando di essa, si compiacquero di ricordare la _Curée_ dello Zola. Fu
troppo onore per la mia novella, ma non senza un po' di ingiustizia.
_Storia Fosca_ è uno studio dal vero fedelissimo in quasi tutti i suoi
particolari, e i personaggi di essa vivono ancora. Ho letto, stampato in
una memoria legale, il verbale del brigadiere dei carabinieri che ne
chiuse la catastrofe; e lo avrei qui riportato, se il farlo non mi fosse
parso un'arditezza soverchia. Quel brigadiere, ignorando i nostri
scrupoli letterari, ha detto tali cose con tali parole che nessuno
scrittore naturalista, come ora li chiamano, avrebbe il coraggio di
ripeterle al più spregiudicato dei suoi lettori.
Non dico questo per farne un merito al mio lavoro — la realtà di un
fatto importa assai poco, quando i personaggi non riescono qualcosa di
vivente anche nel mondo dell'arte — ma unicamente per dimostrare che non
mi è mai passata pel capo la balorda idea di rifare in piccolissime
proporzioni il gran quadro della _Curée_.
Nè intendo protestare contro la critica; sarebbe puerile. Voglio
soltanto accennare per quale ragione, narrando alla mia volta gli amori
di una matrigna col figliastro, io credo di non aver oltrepassato il mio
diritto di artista.
Oggi che il romanzo e la novella son diventati un vero studio
psicologico, i caratteri dei personaggi, l'ambiente dov'essi vivono, le
circostanze che li fanno agire occupano talmente il posto del _fatto_,
prima creduto l'essenziale, che lo stesso fatto può esser ripreso e
studiato con varietà indefinita. Da esso, trasportato in altro ambiente,
come da invisibile nucleo, si svolge e si forma un nuovo organismo di
caratteri e di sentimenti, non più vaghi e indeterminati, ma concreti,
determinatissimi, del tal posto, del tale anno; ed è il completo trionfo
dell'individuo vivo sull'individuo astratto, sul _tipo_ classico,
insomma una cosa perfettamente moderna.
Gli amori di una matrigna col figliastro, per esempio, non potevano
considerarsi come novità neppure quando la _Curée_ fu pubblicata. La
novità consisteva nei caratteri dei personaggi, nell'ambiente così
analiticamente studiato, nei particolari assolutamente parigini,
dell'epoca del secondo impero; talchè l'incesto diventava una cosa
proprio secondaria di faccia a tutte le circostanze che lo avevano
determinato e prodotto.
Non rimaneva forse anche tale trasportato in altri luoghi, fra
notevolissime differenze di caratteri e di sentimenti?
Ed ecco perchè non credo che, scrivendo _Storia Fosca_, io abbia
oltrepassato il mio diritto di artista. Nè avrei mutato di parere nel
caso che, invece di studiarla dal vero, l'avessi inventata di sana
pianta.