La mattina dopo, senza dir nulla al suo amico, William Usinger prese la
strada che conduceva alla villetta del dottor Cymbalus.
Era giorno di festa. Allegre brigate di uomini e di donne, sparse pei
prati che fiancheggiavano la strada, conversavano allegramente o
ballavano al suono del violino e del contrabasso. William si fermava a
guardare quelle persone felici; ma non capiva più nulla di quella loro
musica, e di quelle loro canzoni. Quei visi sorridenti gli sembravano
atteggiati a scherno o a disprezzo per lui.
Il dottor Cymbalus lo ricevette con la sua solita cordialità.
William gli espose quel che provava.
— Io non v'ingannavo, figliuolo mio! — gli disse il dottore diventato
tristo e meditabondo. — Forse sarebbe stato meglio che vi avessi
lasciato mettere in atto la vostra disperata risoluzione! Non credete
per questo che vi fossi indotto da una vanità di scienziato, per tentar
l'esperimento delle mie scoperte. Voi calunniereste il mio cuore
d'onest'uomo che la scienza fa palpitare vivamente per qualunque
creatura che soffre. Fui sedotto da una speranza; osai sperare che la
Natura non sarebbe stata inesorabile. Eravate così giovane! Avevate
tanto sofferto! Ma la natura non muta le le sue ineluttabili leggi.
— Addio dottore! — disse William.
— Abbiate coraggio, abbiate coraggio!
— Avrò coraggio.
Il dottor Cymbalus dalla finestra del suo studio seguì con l'occhio il
giovane che s'allontanava a capo chino. Lo vide fermarsi per consegnar
qualcosa al servo poi sparire nel campo vicino, dietro un folto gruppo
di alberi.
S'udì un'esplosione d'arma da fuoco.
Il dottore corse in fretta, accompagnato dal servo, verso il punto dove
Usinger era scomparso.
William giaceva a terra immerso in un lago di sangue, col petto
squarciato da una terribile ferita.
Quando il servo consegnò al dottore il foglio ricevuto alcuni momenti
prima, il vecchio scienziato lo aperse tremando dalla commozione, con le
lacrime agli occhi. Esso conteneva queste brevi parole:
_Lascio tutto il mio patrimonio al dottor Franz Cymbalus ed al mio amico
Hermann Strauss perchè con esso istituiscano una scuola gratuita dove si
insegni ad_ AMARE!
Firenze, settembre 1865.