VII.

La mattina dopo, senza dir nulla al suo amico, William Usinger prese la

strada che conduceva alla villetta del dottor Cymbalus.

Era giorno di festa. Allegre brigate di uomini e di donne, sparse pei

prati che fiancheggiavano la strada, conversavano allegramente o

ballavano al suono del violino e del contrabasso. William si fermava a

guardare quelle persone felici; ma non capiva più nulla di quella loro

musica, e di quelle loro canzoni. Quei visi sorridenti gli sembravano

atteggiati a scherno o a disprezzo per lui.

Il dottor Cymbalus lo ricevette con la sua solita cordialità.

William gli espose quel che provava.

— Io non v'ingannavo, figliuolo mio! — gli disse il dottore diventato

tristo e meditabondo. — Forse sarebbe stato meglio che vi avessi

lasciato mettere in atto la vostra disperata risoluzione! Non credete

per questo che vi fossi indotto da una vanità di scienziato, per tentar

l'esperimento delle mie scoperte. Voi calunniereste il mio cuore

d'onest'uomo che la scienza fa palpitare vivamente per qualunque

creatura che soffre. Fui sedotto da una speranza; osai sperare che la

Natura non sarebbe stata inesorabile. Eravate così giovane! Avevate

tanto sofferto! Ma la natura non muta le le sue ineluttabili leggi.

— Addio dottore! — disse William.

— Abbiate coraggio, abbiate coraggio!

— Avrò coraggio.

Il dottor Cymbalus dalla finestra del suo studio seguì con l'occhio il

giovane che s'allontanava a capo chino. Lo vide fermarsi per consegnar

qualcosa al servo poi sparire nel campo vicino, dietro un folto gruppo

di alberi.

S'udì un'esplosione d'arma da fuoco.

Il dottore corse in fretta, accompagnato dal servo, verso il punto dove

Usinger era scomparso.

William giaceva a terra immerso in un lago di sangue, col petto

squarciato da una terribile ferita.

Quando il servo consegnò al dottore il foglio ricevuto alcuni momenti

prima, il vecchio scienziato lo aperse tremando dalla commozione, con le

lacrime agli occhi. Esso conteneva queste brevi parole:

_Lascio tutto il mio patrimonio al dottor Franz Cymbalus ed al mio amico

Hermann Strauss perchè con esso istituiscano una scuola gratuita dove si

insegni ad_ AMARE!

Firenze, settembre 1865.

Il nemico è in noi · 第 25 / 28 题