Infatti era una felicità vera. All'eccessivo tumulto dei suoi affetti
succedeva un silenzio completo. I suoni gli aliavano intorno agli
orecchi, sussurrandovi le loro note, senza decidersi ad entrarvi. I
colori venivano a posarglisi sulla retina con la delicata precauzione di
chi non vorrebbe farsi scorgere.
Quella parola misteriosa della malinconia dei tramonti, del mormorìo
delle acque, del profumo dei fiori, delle linee della campagna, della
serenità dei laghi, dello altero slanciarsi dei monti al cielo, del
mesto sprofondarsi delle vallate; quella parola misteriosa che tutti
cerchiamo, che tutti ci sforziamo di riprodurre, poeti, romanzieri,
pittori, scultori, maestri di musica, quella viva ed eterna parola
dell'universa Natura, egli non la sentiva o non la intendeva. Viveva
come circondato da un'immensa solitudine, tra le vaste ruine d'un mondo
una volta animato E si sentiva felice, e s'inorgogliva di sè stesso.
Come era superiore a quanto gli stava attorno! Nulla giungeva più a fare
nessuna impressione su lui!
Ricordava sua madre, ricordava Ida Blùmer le sole creature ch'egli
avesse immensamente amate e per le quali il suo cuore aveva tanto
sofferto; ma non provava più nè commozione, nè rimpianto.
Era vendicato di esse!
Gioiva del suo trionfo.
Durante questo tempo, avvenimenti inaspettati mettevano sossopra il
palazzo, della contessa K***.
La sventura avea spetrato quel cuore di madre, e il pentimento e il
rimorso la conducevano alla casa del figliuolo così spietatamente
abbandonato, e, una volta, fatto scacciare dai suoi servitori.
William abitava insieme con Hermann.
Quella stessa vecchia che un giorno lo introdusse nella stanza di studio
del suo amico gli annunciò la visita d'una gran dama.
— Passi — rispose smettendo di lavorare.
Una signora vestita a lutto, con un fitto velo sul viso si presentava su
la soglia. Esitava ad inoltrarsi.
William le era andato incontro. Allora quella signora avea sollevato il
velo ed era rimasta a testa bassa innanzi a lui.
— Mia madre.
William non si era scomposto.
Ma la signora, fulminata da quella freddezza, lo fissò in volto. Non vi
traspariva nessun indizio di commozione repressa. Suo figlio la guardava
attentamente, ma con impassibile tranquillità.
Al grido straziante della contessa, e al vederla inorridita, William
avea alzate le spalle ed era tornato al tavolino, a disegnare figure di
geometria.
Otto giorni dopo, passando davanti a la casa dove si espongono i
cadaveri delle persone perite di morte improvvisa o violenta, avea
veduto molta gente affollarsi sull'uscio. La curiosità lo aveva spinto
ad entrarvi.
Sopra una bara giaceva il cadavere di una giovine dai diciotto ai
vent'anni.
Bella, vestita con eleganza, aveva i capelli rappresi sulla fronte e sul
collo; gli abiti ancora bagnati indicavano il genere di morte scelto
dalla infelice per finire i suoi giorni.
— È Ida Blùmer — egli disse; — la riconosco.
Condotto davanti al Commissario, vi fece la sua deposizione. La vista di
quel cadavere lo aveva lasciato indifferente.