_Ne-Ne-Hofra dimorava in una casa presso Essuan, vicino alla prima
cataratta, e il frastuono dell'eterna battaglia fra il fiume e le
roccie risuonava come una musica alle sue orecchie._
_Essa cresceva in bellezza ogni giorno; cosicchè si diceva di lei
come dei papaveri nel giardino di suo padre: Che cosa sarà mai
al tempo della fioritura? Ogni anno della sua vita era come il
principio di una canzone più deliziosa della precedente._
_Essa era figlia del nord e del sud; l'uno le aveva dato il suo
ingegno, l'altro le sue passioni, e quando Borea e lo Scirocco la
vedevano ridevano, dicendo: «È nostra.»_
_Tutte le cose più belle della natura contribuivano alla sua
bellezza, e si rallegravano della sua presenza. Quando passava,
gli uccelli scendevan a posarsi sulle sue spalle, gli zefiri la
baciavano in volto; il candido loto si tendeva sui lunghi steli per
guardarla; il fiume solenne indugiava nel suo cammino; le palme
accennavano da lontano sventolando le cime frondose; e gli uni
sembravano dire: Io le diedi la mia grazia; gli altri: Io le diedi
la mia purezza; l'altro ancora: Io le diedi la mia bellezza._
_A dodici anni Ne-Ne-Hofra era la delizia di Essuan; a sedici anni
la fama della sua bellezza s'era sparsa per l'Universo; a venti non
passava giorno che alla sua porta non venissero principi del deserto
sopra rapidi cammelli, e signori d'Egitto su galere dorate, e tutti
partivano desolati, dicendo: — «Io l'ho veduta; e non è una donna,
ma Ator in persona.» — _