Mandragore.
Ben vedevano le streghe che questo alzarsi in cielo aveva un po' di
pericolo, e le meglio accorte si ridussero a profezìe più generali
ed a consultare le cose terrene. Esse però per non apparire affatto
sprovviste di soccorsi misteriosi, dicevano di avere certi spiriti
famigliari, buoni diavoletti, sotto forma di piccoli uomini senza
barba, co' capelli sparsi. Tenevano quindi dei piccoli fantocci, ne'
quali dicevano che entrava un demone e dava loro consiglio. Erano i
Lari degli antichi, gli Alruni dei Germani; erano figurette, spesso
rappresentanti donne, fatte colle radici di piante dure, sovente di
mandragora: le lavavano ogni settimana con acqua e vino, le vestivano
con eleganza, le adagiavano su molli coltrici, e imbandivano loro
la mensa, altrimenti i poveretti mandavano grida disperate per fame.
Questi genj erano di sussidio nelle malattie, di consiglio nelle cose
dubbie, e rivelavano il futuro o con movimenti di capo o con parole:
pajono i fantocci dei nostri fanciulli.
Anche i maghi più antichi tenevano questi sussidj, e Filippo Villani
racconta che Guido Bonato aveva formata una statua di bronzo, che
interrogata del futuro, rendeva fedeli e indubitate le risposte.
L'autore del _Piccolo Alberto_ narra, che viaggiando per Lilla fu
condotto a vedere una vecchia strega, che in un gabinetto illuminato
da una lanterna, teneva sur un tavolo una statua seduta sopra un
tripode, la quale con un martelletto che stringeva in mano batteva un
bicchiere di cristallo per dare risposta alle fattele domande. Omai
non v'ha giuocatore di bussolotti che non presenti questi automi,
i quali si muovono per due maniere... eh, non voglio dire di più,
perchè altrimenti guasto il mio mestiere, e tengo ancora i bussolotti
per ultima mia risorsa; buoni amici, forse mi produrranno meglio dei
giornali e degli almanacchi.