II.

Divinazione per mezzo degli spiriti.

Rade volte i maghi s'inducevano a tentare il futuro coll'evocazione

degli spiriti: però vi erano dei casi in cui potevano essere costretti

dai postulanti a questa evocazione, propiziandoli con offerte e

sacrifici che legavano quasi la loro volontà. Allora i maghi si

apparecchiavano a rendere quegli oracoli con grande apparato; si

ponevano in mezzo del circolo magico, ardevano aromi ai genj del

mese, del giorno, dell'ora; scongiuravano i demoni perchè apparissero

loro innanzi. Finalmente il mago impallidiva, sudava, capitavano gli

esseri misteriosi intorno al circolo del suo potere; egli o sedeva sul

tripode, o girava la temuta bacchetta, interrogava, ascoltava, e dava

quindi le udite risposte; sentiva e vedeva quanto operavasi altrove o

preparava il temuto avvenire.

Lunga era la cerimonia e strana che, come attesta Scheffer, usavasi in

Lapponia allorchè un mago o un fattucchiero era sollecitato a rivelare

quanto succedeva altrove, o seguire dovesse in avvenire. Poneano i

chiedenti un tamburo in terra e vi spargevano sopra alcuni anelli di

ottone legati a un filo dello stesso metallo; indi con un martello di

osso forcuto batteano il tamburo, sicchè gli anelli ne saltellavano,

e intanto intorno ad esso il mago e i circostanti cantavano una

canzone e nominavano sovente il luogo di cui intendevano conoscere

gli avvenimenti. Dopo avere menata a lungo questa carola e percosso il

tamburo, il fattucchiero se lo adattava in testa, e poco dopo cadeva

a terra come corpo morto. Non restavano però gli altri nè dal canto,

nè dalla danza, ma avevano somma cura di non toccare, nè destare

l'indovino, perchè ne sarebbe subito seguita la morte di lui, ed anzi

erano solleciti di allontanare le mosche o gli insetti che potessero

svegliarlo. Ripetevano le stesse cure per lungo tempo e talvolta fino a

ventiquattr'ore, finché il mago, ritornando in sensi, rispondea degli

avvenimenti futuri o di quanto avveniva nel paese a cui era stato

inviato, e recava in testimonianza del suo viaggio un anello, e talora

una scarpa dei popoli che aveva visitati.

Le streghe dono del folletto alle signore · 第 50 / 104 题