I.

Della Divinazione.

La curiosità che alcuni vogliono imputare solo alle donne, è un

privilegio del genere umano; è forse un organo del cervello, un sesto

senso dell'animo, una forma dell'intelletto, pari a quelle create dai

frenologi e dai filosofi scozzesi e trascendentali. Gli uomini sono

curiosi, ma non solo del passato e del presente, anche del futuro. Fu

la curiosità che inventò gli oracoli e le sibille, le divinazioni de'

sacrifici, e doveva certamente consigliare ai maghi ed alle streghe di

rivelare il futuro. Essi se ne vantavano, profetavano largamente sugli

uomini e sulle cose, e si conciliavano la venerazione più per questa

facoltà che per le loro malìe.

L'arte magica poneva ne' suoi elementi la divinazione; ammetteva

che l'animo dell'uomo sortì dalla natura una virtù quasi divina, la

quale comprende ed è capace di ogni cosa, e da tutto sa argomentare

al conoscimento di quanto ne circonda. Da questa formola inducevano i

maghi che chiunque potrebbe avere facoltà di conoscere le presenti e

le future cose, ove fossero governate soltanto dall'umana saviezza;

ma siccome sovente si conducono pel ministero degli spiriti, così

a raggiungerle fra il bujo che le involge, voleano che fossero di

necessità il sussidio delle potenze occulte. Quindi per rivelare il

futuro i maghi o le streghe non pretendevano avere inspirazioni come

le sacerdotesse, ma ritrarle dall'arte loro, perchè prendesse maggior

credito. Vedevano essi il futuro o per l'evocazione degli spiriti,

o leggendolo negli astri, o deducendolo dalle particolari forme e

circostanze delle persone che cercavano la rivelazione: usavano i due

primi modi più sublimi i maghi, l'ultimo specialmente le streghe.

Le streghe dono del folletto alle signore · 第 49 / 104 题