La scopa.
Misera condizione del sesso debole! Sempre disparità di privilegi
coll'uomo fino nella magìa: invece della bacchetta, alle streghe era
concesso il manico della scopa. Questo vile arnese di casa, questo
scettro delle fantesche era l'amico dello streghe. Esse potevano ad
ogni loro piacere convertirlo in un serpe volante, in un quadrupede, in
un uccello; vi si ponevano a cavallo e le trasportava lesto per l'aria
ove desideravano; con questo viaggiavano specialmente al Sabbath.
Alcune streghe usavano del manico della scopa come di una bacchetta
magica, e Cardano dice avere veduta una che uccise un figlio toccandolo
solo al dorso col manico della scopa. È facile comprendere che
questo fatto può esser vero, e se di quel manico ne fosse toccato per
avventura sul dorso anche al credulo filosofo, avrebbe sentito di qual
peso era la magìa della strega.
Però anche i maghi talvolta non isdegnavano scendere a questo vile
arnese. Guglielmo Edeline confessò di essersi reso al Sabbath a cavallo
di una scopa: erano come i nostri cavallerizzi, che nella campagna non
isdegnano mutare il somarello col cavallo arabo.