La bacchetta magica.
Il bastone fu presso tutti i popoli un'insegna di comando; variò nelle
forme e nei modi di usarlo, e quindi nella logica che gli andava unita.
Pei maghi si convertiva in bacchetta: faceva parte del loro potere,
perchè associava le forze occulte della stregoneria.
La bacchetta magica doveva essere fatta col ramo di un nocciuolo
di un anno, reciso dalla pianta verso mezza notte in un mercoledì
di luna nuova; mentre si calava il coltello a tagliarla, conveniva
gridare a gran voce: — Ti scongiuro di obbedirmi per tutte le potenze
celesti. — Quella bacchetta poi si rimondava dalle frondi, si rendeva
appariscente, perchè anche i maghi amavano il lusso; vi si incidevano
sopra in lettere greche dal lato più grosso _agla_, in mezzo _on_, e
dal lato più sottile _tetragmaton_.
Gran potenza della bacchetta! agitarla nell'aria e tramutare le cose,
era un sol punto. La bacchetta era solo di privilegio de' maghi;
le streghe di consueto non giungevano a tanto da meritarla, e se vi
mettevano le mani addosso, divenivano prepotenti. Una strega giunse a
ghermire la bacchetta al mago di Scozia, e lo trasmutò in bestia. Pare
che le donne abbiano gran tendenza a cambiare in bestia gli uomini,
quando pigliano loro la bacchetta del comando: Circe ed Alcina fecero
lo stesso: que' che hanno la filosofia dei simboli, forse potrebbero
vederne uno assai eloquente in questa storia.