II.

Se i dolci sorrisi e i molli baci, e tutte le più care soavità

dell’amore conteneva in sè il cinto di Venere, come poetando ci narra

Omero divino, veramente può dirsi che i colli di Firenze la circondino

leggiadri come la cintura di Citerea. _Deh! che non è tutta Toscana il

mondo!_ esclamava quell’austero intelletto di Vittorio Alfieri scendendo

dall’Apparita, e la contemplazione di così stupenda bellezza valeva a

spianargli una ruga sopra la fronte, — un’altra sul cuore. — Adesso

tutti gli Dei disertarono questa terra, che è delizia del Sole:

squallidi fati ci avanzano; rimanemmo soli. E nondimeno in partendo i

Numi la riguardarono con amore, e vi scossero sopra le fimbrie delle

clamidi quasi per benedirla, sicchè l’aria intorno conserva un senso di

ambrosia e di armonia, che verun tristo vento ha potuto dileguare fin

qui. Pei boschi degli allori e pei mirteti tu sentirai sibilare

lenemente le ultime vibrazioni delle antiche arpe famose. La morte ha

chiuso i labbri degl’incliti nostri personaggi, e non pertanto per gli

atrii, pei fôri, lungo le mille colonne delle navate dei templi risuona

ancora l’eco delle estreme loro parole. — Come sul volto di Laura, la

morte par bella su questa terra bellissima...![9]

Veronica Cybo · 第 11 / 24 题