Chi mangia del delfin, se fosse in mare,
Subito lui sente per natura
E verso lui move l’onde prave.[130]
De far questa vendetta sempre è attento,
E mai de perdonar non mette cura;
De molti devorando ha fatto stento.
Cossì è l’anima impia e cruda,
Che de vendetta far onn’ora desía;
Cossì se fa de cognoscenza nuda.
O quant’è cieca la gente soperba!
Crede che perdonar vergogna sía,
E questa opinione in lor se serba.
O impio, che mal pur te delecta
Vedi la morte ch’appresso t’agogna
E quanta pena nasce a far vendetta!
È plù vertute quando l’om perdona,
Potendo vendicar la soa vergogna,
Che vendicando offender la persona.
Or vinci, sofferendo, e tempo aspecta,
Nel qual conven cader la iniqua secta.